Bellante, attacco al bilancio anti-sociale

BELLANTE – Opposizione all’attacco a Bellante, contro il bilancio varato dalla giunta Di Pietro. Il consigliere di opposizione Flaviana Pavan, critica aspramente l’assenza di due assessori – quello con delega alla scuola, Viviana Di Febo (Pd) e quello con delega al personale e al commercio, Giuseppe Traini (Rifondazione Comunista) – nella seduta consiliare per l’approvazione del bilancio. Un bilancio, sostiene Pavan, che il sindaco ha definito il migliore che si poteva approvare, «come se ad uscire dal Patto di stabilità fosse stato un alieno e non questa amministrazione, che nel 2011 ha condiviso con l’ex sindaco Di Sabatino». Per l’opposizione il bilancio risente dei problemi con il Cirsu, degli errori nelle scelte in ambito sociale: «Con ben più attenzione – aggiunge Pavan – la giunta si è ripristinata le indennità di carica, con una rinuncia durata solo sei mesi, dopo lo starnazzare dello scorso anno sulla rinuncia ai compensi. Non è stato fatto nulla per diminuire i costi della refezione scolastica, degli asili nido, del soggiorno vacanza per adolescenti». Sotto accusa c’è anche la mancata uscita dal Bim che avrebbe permesso un risparmi odi 40.000 euro e l’aumento dell’addizionale comunale Irpef dallo 0,6 allo 0,8%, la cui maggiore entrata di circa 95.000 euro sarà pagata, sempre secondo il documento dell’opposizione, «direttamente dai pensionati, operai e lavoratori dipendenti: ma l’assessore Chiavetta non era quello che prometteva di togliere (solo in campagna elettorale) le sanzioni sugli accertamenti Tarsu?».

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