I sindaci di 40 Paesi sottoscrivono la "Carta di Teramo"

TERAMO – Stamattina il mondo si è incontrato a Teramo. Un colpo d’occhio eccezionale, quello offerto dalla sala consiliare del Comune, sui cui scranni sedevano quaranta tra sindaci e delegati delle nazioni che partecipano alla Coppa interamnia, ognuno con la sua esperienza e con la sua testimonianza diretta. Stamattina è stata anche siglata la Carta di Teramo, un documento che impegna i leader i tutti i Paesi a “svolgere azioni positive in favore della cultura della pace e della fraternità universale, a fare la propria parte per superare le discriminazioni e pregiudizi, a valorizzare le diversità e garantire il rispetto dei diritti umani e civili prioritari delle popolazioni, a cominciare dai diritti dell’infanzia”, come si legge nella premessa. La Carta recepisce anche le istanze presentate dai ragazzi dei cinque continenti  che hanno partecipato al concorso internazionale “Il leader di domani”.  Il documento  assegna anche un’importanza fondamentale allo sport, come veicolo di pace e fratellanza tra i popoli, due elementi che da sempre animano lo spirito della Coppa interamnia.

LA PROPOSTA DELL’UNICEFPresente all’incontro anche Anna Maria Monti, presidente regionale dell’Unicef, che ha lanciato l’idea di indire un Consiglio comunale aperto anche ai bambini, una volta al mese, per ascoltare i loro problemi e le loro istanze. «Un’iniziativa – ha aggiunto – che deve essere sostenuta anche dalla scuola e dalla famiglia».

LE TESTIMONIANZE DAL MONDO – Particolarmente toccante è stato l’intervento di due bambine tibetane di 10 anni, che hanno parlato con amore e passione del loro Paese, descrivendolo come un piccolo paradiso naturale e definendolo “Il tetto del mondo”, distrutto, però, a partire dal 1959, dall’occupazione cinese. «Le persone bruciano i loro corpi per la libertà», ha detto una bambina, chiedendo l’aiuto degli altri Paesi. «I nostri luoghi sacri – ha aggiunto – sono stati fatti a pezzi come carta strappata». Significativa anche la testimonianza di un delegato della federazione dell’Handball della Palestina, che ha descritto una situazione critica del suo Paese, dove lui si trova da cittadino illegale, che si protrae da 100 anni. E poi l’intervento, in italiano, del delegato di Cuba, un istruttore sportivo, che guadagna 20 dollari al mese, e che ha anche ironizzato sulla crisi che l’Italia sta vivendo. «E’ stato – ha commentato il sindaco Maurizio Brucchi – un momento importante di confronto e ascolto delle problematiche dei singoli Paesi, che hanno descritto spesso scenari molto lontani e diversi dal nostro. Abbiamo ribadito il diritto dei bambini ad essere ascoltati e sono particolarmente soddisfatto perché la Carta di Teramo sarà portata in tutto il mondo, anche dall’Unicef e dall’Onu, e sarà presentata anche alle Olimpiadi di Londra 2012».

 

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