Ius soli, Brucchi: «Non è un sigillo del Pd»

TERAMO – Sul riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli degli stranieri nati sul suolo nazionale prende posizione il sindaco Maurizio Brucchi che dagli schermi di Teleponte definisce l’ordine del giorno “un’imboscata del Pd”. “Si tratta di un tema troppo importante – ha spiegato il sindaco – che non può essere ridimensionato solo alla municipalità teramana che ha bisogno di un confronto. D’altronde è lo stesso leader del Pd, Pierluigi Bersani, a sbugiardare gli esponenti locali del partito visto che nell’ambito del dibattito nazionale avviato dall’Unicef, chiede sintesi tra i partiti attraverso una concertazione più ampia e pone l’accento sulla scolarizzazione come presupposto per l’ottenimento della cittadinanza. Il Pd non ci ha dato modo di confrontarci, sottoponendoci un ordine del giorno a scatola chiusa con il solo obiettivo di mettere il timbro su un tema importante, che tocca diverse sensibilità e che riguarda tutti”. Sono pronto a confrontarmi sullo Ius soli, ma lo faremo nel corso di un Consiglio comunale straordinario che ospiterà il contributo di tutti».

Pineto, Monticelli propone l’approvazione. Il Comune di Pineto sembra invece avviato versouna più veloce soluzione del caso. Il sindaco Monticelli ha dichiarato di voler portare il tema all’attenzione della cittadinanza: «Il lungo percorso burocratico che c’è oggi provoca conseguenze come disuguaglianze e ingiustizie che, impedendo una piena integrazione, disattendono il dettato costituzionale che stabilisce il fondamentale principio di uguaglianza e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il raggiungimento – ha detto il primo cittadino -». Con il riconoscimento dello ius soli, per Monticelli «si produrrebbe un atto nell’interesse dello Stato italiano e fondamentale per favorire, consolidare e rafforzare il percorso di integrazione e radicamento avviato positivamente nel nostro territorio dalle persone di origine straniera che qui stabilmente abitano e intendono partecipare, con pari diritti e doveri, alla vita culturale e socio-politica del Paese».

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