Poste, chiudono 30 uffici in provincia di Teramo

TERAMO – Trenta uffici postali chiusi nell’Aquilano, 30 nel Teramano, sette nel Pescarese e sei nel Chietino: è quanto prevede il piano di riorganizzazione che Poste Italiane ha inviato all’Agcom, allegando la lista delle strutture "anti-economiche", pubblicata oggi su Repubblica.it. Il piano, al momento, prevede la chiusura di 1.155 uffici postali sparsi in tutta Italia, di cui 73 in Abruzzo, oltre a 638 da razionalizzare. Tra gli uffici abruzzesi destinati a chiudere, alcuni sono nelle aree colpite dal sisma del 2009: uno per tutti, quello di Onna, frazione dell’Aquila divenuta tragico simbolo del terremoto. In provincia di Teramo chiudono quelli di Notaresco Stazione (Mosciano Sant’Angelo), Silvi, Cologna (Roseto degli Abruzzi), Mutignano (Pineto), San Gabriele dell’Addolorata (Isola del Gran Sasso), Valle Castellana. E sui contenuti del piano insorgono i consiglieri regionali del Pd che annunciano una risoluzione in difesa degli uffici postali nei piccoli centri. «E’ una mazzata tremenda per le aree interne – dichiara in una nota Claudio Ruffini – più che un Piano di riorganizzazione questo è un Piano di smobilitazione. Poste Italiane non può tenere conto solo dei costi/ricavi del servizio sul territorio ma assicurare una presenza capillare ed un servizio universale a tutte le popolazioni anche quelle meno numerose e da raggiungere con difficoltà. Senza servizi l’entroterra finirà per morire e gli anziani che vi rimarranno dovranno sopportare notevoli difficoltà per pagare un bollettino o ricevere la pensione a fine mese. Noi del Pd siamo per la difesa del territorio delle aree interne e lo difenderemo con ogni mezzo». Ruffini e Camillo D’Alessalandro chiedono al presidente Gianni Chiodi di intervenire presso il Ministero competente con opportune iniziative atte a garantire il mantenimento del servizio pubblico nelle realtà colpite dai tagli. «Abbiamo inoltre chiesto di istituire un tavolo permanente tra Regione, UPI, ANCI, Poste Italiane e forze sociali per monitorare la situazione e per conoscere quali siano le reali intenzioni dell’azienda in merito al piano occupazionale».

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