Industria abruzzese, la crisi non molla un passo

TERAMO – E’ nel solco della tendenza delle dinamiche economiche del sud Italia l’andamento del distretto industriale d’Abruzzo, secondo quanto elaborato dal Servizio studi di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico, per il primo trimestre del 2012. Resta negativo il saldo, attestatosi sul -0,8% rispetto allo stesso periodo del 2011, e su questo incide la flessione dell’abbigliamento sud d’Abruzzo (-7,9%) e dei vini di Montepulciano d’Abruzzo (-11,6%), nonostante i buoni risultati conseguiti dai distretti della Pasta di Fara (+16,8%), del mobilio abruzzese (+9,1%) e dell’abbigliamento nord abruzzese (+11,8%). Soffre ancora il polo ICT dell’Aquila che fa registrare un -15%, le cui esportazioni subiscono un ulteriore calo negli Stati Uniti, non compensato dall’incremento delle stesse in parte dell’Europa, segnatamente Francia, Germania e Olanda. Rispetto ai flussi commerciali, si conferma il difficile dato congiunturale per i distretti abruzzesi: calano le esportazioni in Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Grecia, con perdite significative per i vini di Montepulciano d’Abruzzo e dell’abbigliamento nord abruzzese sul mercato francese. Si registrano invece aumenti di export su mercati significativi come Belgio e Svizzera, Stati Uniti e Giappone. Interessanti i flussi verso Russia e Cina, con il primo a segnare un incremento del 14,3% per mobilio abruzzese e abbigliamento sud. Non giungono novità positive dagli ammortizzatori sociali: diminuiscono le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni ordinaria, mentre quella straordinaria, richiesta soprattutto in situazioni di crisi aziendale, è aumentata considerevolmente soprattutto nel settore del mobilio.

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