La rabbia dei condomini che pagano due case

TERAMO – Esplode la rabbia dei residenti del condominio L’Uliveto, in via Galilei a San Nicolò a Tordino, costrette dal terremoto dell’aprile 2009 a lasciare le proprie abitazioni perchè dichiarate inagibili. Da allora, sono in affitto in appartamenti fino alla fine di marzo pagate dallo Stato, ma la cattiva notizia è che dal 1° aprile la pigione devono sostenerla loro. Una beffa oltre al danno, considerato che di quegli appartamenti inagibili a San Nicolò le famiglie proprietarie stanno pagando le rate del mutuo. Questa mattina, come testimoniato con le immagini da Teleponte, alcuni condomini hanno deciso di rientrare nei loro appartamenti, violando il divieto per i rischi di crollo. Sul posto è arrivato anche l’assessore comunale Rudy Di Stefano, che ha cercato una mediazione, ma alcuni dei residenti sono inamovibili: «Non si torna indietro – hanno detto – ogni tre o sei mesi ci hanno promesso che ci avrebbero pagato i danni, che ci avrebbero dato la casa, tutto inutile. Noi abbiamo un mutuo, la vita è cara per tutti, adesso si deve tornare a casa…». Gli inquilini hanno strappato la solidarietà dell’assessore Di Stefano, che si è impegnato a chiedere la proroga del pagamento degli affitti. «Tutto nasce a causa di alcune lungaggini della pubblica amministrazione – spiefa Di Stefano – alimentate però da alcune incomprensioni. A questo si è aggiunto che il governo Monti ha dichiarato finita l’emergenza e non riconosce più i contributi per gli affitti. Gli inquilini infatti all’inizio hanno chiesto che gli appartamenti fossero classificati nella categoria E (inagibilità totale), cosa che non è avvenuta poichè secondo la Protezione Civile quegii appartamenti presentavano problemi strutturali non imputabili al terremoto ma a difetti di costruzione. Pertanto gli inquilini, una ventina di famiglie, hanno dovuto riformulare le pratiche che tuttavia vengono esaminate all’Aquila. Il Comue non ha ruolo se non quello di sollecitare le parti coinvolte. Capisco però l’amarezza dei condomini, la loro protesta è condivisibile e trova la mia solidarietà. Ma come ente non abbiamo la titolarità d questi passaggi, ma possiamo favorire l’intermediazione come in effetti è stato fatto e continueremo a fare».

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