Giulianova, si dimette l'assessore Ranalli

TERAMO – Nadia Ranalli, assessore alla Cultura al Comune di Giulianova, si è dimessa dal suo incarico. Dietro la scelta maturata, diffusa con una nota alla stampa, ci sono chiaramente i motivi di contrasto con il suo partito di riferimento, l’Idv che il mese scorso ne ha chiesto la revoca. Una richiesta formulata direttamente un mese fa al sindaco attraverso il coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, e il coordinatore provinciale del partito l’onorevole Augusto Di Stanislao. «Ringrazio anzitutto il Sindaco – ha dichiarato l’assessore Ranalli – che ha ragionevolmente ritenuto la richiesta perlomeno irrituale e che, è evidente, mortifica le sue prerogative, non mancando di esprimere parole di stima ed apprezzamento per il mio operato. Così come sento il dovere di ringraziare l’amico Riccardo Mercante, che ha abbandonato l’IDV tre mesi fa facendomi pervenire la sua solidarietà, nonché il Partito Democratico che ha manifestato eguale considerazione nei miei confronti considerando all’unanimità “irricevibile” la richiesta, ritenuta più propriamente un diktat di “licenziarmi». «Mi è stato necessario prendere tempo prima di rassegnare le dimissioni per adempiere all’incarico affidatomi specificamente l’approntamento del cartellone delle manifestazioni estive di “Giulia Eventi” e per assolvere agli obblighi relativi alla supervisione degli aspetti organizzativi. La richiesta dell’IDV mi ha lasciata esterrefatta sia perché l’ho appresa dagli organi di stampa, sia in quanto mancante di motivazioni di merito, e sia perché è intervenuta senza deliberazione del Coordinamento regionale del partito. Ciò che induce ragionevolmente a pensare come tutto fosse stato già deciso nella “stanza dei bottoni”, facendo brandelli di quella trasparenza e democraticità che pure costituiscono i cavalli di battaglia del partito. Ma non è tutto. Perché, come la classica ciliegina sulla torta, gli organi del partito diffidavano il consigliere Luigi Ragni a partecipare alle sedute consiliari fino a quando io non mi fossi dimessa, o non fossi stata estromessa dal sindaco. Fatto, questo, gravissimo, tanto più per un partito, l’Idv, che ha nel suo vessillo la legalità. Insomma, si è preteso che il consigliere Luigi Ragni violasse il suo obbligo, morale prima ancora che giuridico, a partecipare alle sedute di consiglio, pur essendo egli rappresentante degli elettori e delle loro istanze». «Per evitare che il sindaco e la maggioranza continuassero a subire questo penoso diktat – ha dichiarato la Ranalli – basato sulla minaccia di far mancare l’apporto del consigliere IDV alla maggioranza, che pure contraddittoriamente il partito dichiara di sostenere, responsabilmente, ma non senza dispiacere, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni, soddisfacendo così l’ansia di epurazione del senatore Mascitelli e dell’onorevole. Di Stanislao. Dimissioni che, peraltro, dimostrano palesemente come io non sia attaccata alla poltrona, diversamente da altri dell’Idv che hanno diffuso velenosamente queste voci sul mio conto. Sono ben lieta di lasciare ad altri questi appetiti». E dopo i commenti al vetriolo la Ranalli si congeda e ringrazia: «Infine il commento al vetriolo Sono quindi vicina a tutti quelli che, come me, hanno ingenuamente creduto nell’Italia dei Valori e nel suo nuovo modo di fare politica e che oggi sono delusi, ma li esorto a continuare, come io farò, nell’impegno disinteressato nel segno della sana politica, della trasparenza, della partecipazione e della prossimità al cittadino e alle sue esigenze. In ultimo voglio ringraziare, oltre al sindaco, ai colleghi di Giunta ed ai consiglieri, i dirigenti, lo staff del Sindaco, funzionari e dipendenti del Comune, e, più in generale, tutti coloro con i quali sono venuta in contatto e che, a vario titolo, hanno collaborato con me».

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