Rifondazione Comunista rompe l'alleanza con il Pd

TERAMO – Parole durissime usa il segretario provinciale di Rifondazione Comunista per annunnciare la rottura dell’alleanza con il Pd. L’occasione è offerta dal convegno sulla Spending review di oggi promosso dai democratici: un invito esteso alle altre forze della coalizione e al quale non parteciperà il Prc motivando con queste parole: «Non abbiamo nulla da dire a coloro che a livello nazionale sostengono delle posizioni diametralmente opposte alle nostre, per quanto ci riguarda su questi argomenti la coalizione di centro-sinistra e non ha più ragione di esistere». «E’ di ieri la notizia che il parlamento – si legge nella nota di Rifondazione – ai limiti della decenza istituzionale e democratica, ha approvato il fiscal compact che spiana la strada a un ventennio di macelleria sociale. Con l’assurda alleanza Pd-Pdl-Udc, e tramite i loro parlamentari, si è concluso un percorso che cede la sovranità politica ed economica del nostro paese alla finanza, costringendoci così a pagare per i prossimi venti anni 45-50 miliardi di euro l’anno per far scendere la soglia del debito sotto il 60%. È quindi evidente che l’Italia nei prossimi anni sarà costretta a fare manovre, come la spending review, che distruggeranno lo stato sociale». I Prc dichiara di non voler essere complice di questo stato di cose. «I dibattiti di coloro che oggi cercano di rifarsi un’immagine con lacrime di coccodrillo, dopo aver avallato le politiche della finanza europea non ci interessano. Noi stiamo da un’altra parte, con quelle classi sociali che questa crisi non l’anno causata e la stanno soltanto subendo».

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