Ricostruzione affidata alle Università: il caso finisce alla Corte di Giustizia Europea

TERAMO – Finiscono sul tavolo della Corte di Giustizia Europea le convenzioni stipulate dai Comuni di Castelvecchio Subequo e Barisciano rispettivamente con l’Università degli Studi Chieti Pescara e la Scuola di Architettura e Design Vittoria (SAD) dell’Università degli Studi di Camerino. Il Tar Abruzzo, in seguito al ricorso presentato dal Consiglio nazionale degli Ingegneri, con il supportodegli Ordini provinciali degli Ingegneri della Regione Abruzzo, ha deciso di inviare tutta la documentazione alla Corte di Giustizia Europea con dei quesiti allegati. Si tratta di incarichi considerevoli: quasi 214 mila euro per il Comune di Castelvecchio Subequo e 450 mila euro euro per il comune di Barisciano. «Tutto questo – afferma il presidente dell’ordine degli ingegneri della Provincia di Teramo Alfonso Marcozzi – in barba al codice dei contratti  e alle norme comunitarie sulla trasparenza, concorrenza e parità di trattamento e pubblicità». Marcozzi ricorda inoltre che la Corte di Giustizia Europea, il 23 maggio scorso, ha ribadito che le convenzioni, come quelle sottoscritte tra Comuni ed Università per le attività di supporto, come la progettazione e redazione, alla formazione dei Piani di ricostruzione «vanno necessariamente assoggettati a procedure di aggiudicazione di appalto, cui è applicabile la direttiva 2004/18». Secondo Marcozzi, in mancanza di un bando di gara, sussisterebbe una violazione della direttiva ed anche la normativa nazionale, che ammette le convenzioni, è a sua volta contraria alla direttiva. L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Teramo ha inoltrato una nota di diffida e messa in mora al  Presidente della Regione Abruzzo,all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, ai Comuni del cratere sismico,alla Corte dei Conti, affermando che tutte le conseguenze per il mancato rispetto dei principi primari del Codice dei contratti, saranno  a carico dei soggetti inadempienti con richiesta di danni e attivazione dei procedimenti  consequenziali.

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