Casetta sul lungofiume, il Comune "rattoppa"

TERAMO – L’assessore al Patrimonio Rudy Di Stefano ha tirato fuori dal cilindro la soluzione per sanare il problema delle feste private sul lungofiume, evitando drastici provvedimenti di chiusura e applicando una formula amministrativa e di riconoscimento sociale a cui sarà difficile fare le pulci. “Dalle verifiche amministrative effettuate – ha dichiarato Di Stefano – abbiamo ricontrato che la casetta era stata affidata ad alcuni soggetti privati attraverso una vecchia determina dirigenziale che concedeva l’uso della struttura in cambio di alcune opere di manutenzione dell’area circostante. E in effetti – prosegue l’assessore – l’area della casetta che insiste di fronte allo Smeraldo in passato era spesso oggetto di vandalismi e presidio di tossicodipendenti. La presenza di queste persone, che utilizzano la struttura per feste private ma anche come deposito per le attrezzature per mantenere l’area verde circostante, ha riqualificato quell’area. Sarebbe un peccato riconsegnare all’incuria quel tratto di lungo fiume. Ho incontrato dunque queste persone che si sono impegnate a costituirsi in associazione in modo da consentire alla Giunta di effettuare una delibera ad hoc. In questo modo andiamo a sanare una situazione che andava regolarizzata senza adottare provvedimenti restrittivi nei confronti di persone che hanno fatto un lavoro meritorio per il territorio”.

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