E Dodo non si affanna: «Problema dell'Udc e soltanto personale»

TERAMO – Il vicesindaco Alfonso Dodo Di Sabatino Martina non ‘legge’ una motivazione politica nella mozione di sfiducia presentata dal consigliere ed ex segretario comunale dell’Udc, Procacci. E’ questione personale, legata più alle contrapposizioni interne e alla, questa sì, politica ‘del non fare’ più volte contestata allo stesso Procacci dal suo partito. «Per quanto si sforzi di mascherarla di politica – ha commentato a caldo l’assessore comunale alle finanze e al bilancio -, la questione è chiaramente personale. Se fosse politica, Procacci avrebbe avuto modo di dimostrarlo nei suoi 15 mesi da segretario comunale da me nominato: al contrario ritengo, a posteriori, che si sia trattato volutamente del non affrontare le problematiche, approfittando di certa stampa e dell’assise civica. Prendo atto del suo intervento: adesso sarà il ruolo politico di pari grado, ovvero il neo segretario comunale Cipolloni, a valutare le rimostranze e le motivazioni, che obiettivamente non si comprendono». Quanto alla posizione dell’altro consigliere comunale del gruppo, Mimmo Sbraccia, Di Sabatino Martina, pur riconoscendogli «un certo attivismo politico nella sua zona», liquida la posizione con un «incomprensibile ruolo, non essendo iscritto all’Udc». Adesso? Con il sindaco Brucchi e la giunta? «Ho parlato con il sindaco, che ha condiviso con me la valutazione che trattasi di problema interno all’Udc – ha commentato il vice sindaco – e che sfugge a ingerenze di altra natura politica. Sarà l’Udc ad affrontare, valutare e risolvere la situazione. Soltanto dopo il nodo potrebbe essere affrontato dalla giunta comunale».

CIPOLLONI: «DODO NON SI TOCCA». – Il neo segretario comunale dell’Udc Peppino Cipolloni non ha gradito il gesto plateale, e non concordato con il resto del partito, dei capogruppo Marcello Procacci e del consigliere Mimmo Sbraccia. «Hanno dimostrato mancanza di rispetto e tatto politico, avrebbero potuto agire diversamente, affrontando il problema nelle sedi preposte. E’ un atteggiamento che mi ha deluso: Procacci reclama un’autonomia che un partito serio, che elegge democraticamente i propri organi e rappresentanti, non può concedere». Cipolloni convocherà i due consiglieri, per valutare le loro istanze. E’ presumibile che verrà chiesto loro di tornare sui propri passi o dimettersi. Successivamente sarà il coordinamento comunale che deciderà il da farsi. «Dodo – conclude Cipolloni – ha tutta la mia fiducia».  

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