Izs, colpo di scena: cambia la nomina, il dg è Arnolfo

TERAMO – La nomina del direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico si sta trasformando in una specie di intrigo politico. Dopo quella della torinese Maria Caramelli ai primi di aprile, che non ha mai assunto l’incarico, interessata dapprima alla corsa al consiglio di indirizzo Sanpaolo e adesso al vertice dello stesso Izs del Piemonte di cui è direttore sanitario, in queste ultime ore è arrivato l’incarico a un altro torinese, anche lui ex Izs Piemonte ed ex ‘capo’ della Caramelli: è Fernando Arnolfo, 64 anni, direttore generale dell’istituto di Torino fino allo scorso 31 maggio quando è andato in pensione. Fin qui tutto normale: Arnolfo ha un contratto di cinque anni, dovrebbe essere in sede a Teramo addirittura nelle prossime ore. Ma potrebbe trattarsi di un incarico nullo se entro domani il consiglio regionale dell’Abruzzo non indicherà ufficialmente i suoi due componenti del Consiglio di amministrazione. Domani è infatti l’ultimo giorno utile, prima che il 4 agosto entri in vigore il decreto legislativo dello stesso ministro della sanità Balduzzi, che dà il via al riordino degli istituti zooprofilattici nazionali; in poche parole, affida alle regioni il compito di riformulare le leggi degli Izs secondo nuovi e più aggiornati criteri. L’Izs G. Caporale dunque è a un bivio: da un lato se non ci saranno le nomine, Arnolfo non si insedierà e resterà il commissario straordinario; dall’altro, se le nomine ci saranno, si tratterà pir sempre di un palliativo perchè le nomine saranno state effettuate con la ‘vecchia’ (anche se nuovissima, varata di recente dopo un trentennio) legge… E cosa succederà? Che Arnolfo e il nuovo Cda resteranno in carica il tempo necessario affinchè si metta mano a una nuovo veste legislativa. Il che, visti i precedenti, rischia di battezzare un altro decennio di ‘commissariamento’. Resta una specie di paradosso: il ministro Balduzzi ha pubblicato un decreto legislativo con cui mette mano al riordino degli Izs, dall’altro nomina un direttore generale con la vecchia formula, sapendo già che sarà superata. Riordina ma al tempo stesso è come se aggirasse il riordino… C’è aria di agitazione dunque in Regione su queste nomine, con la corrente di chi vuole accelerare e seguire l’esempio del ministro. Il commento di molti è che questa situazione politicamente sta bene a una parte del Pdl ma non a tutte. Ma soprattutto, l’aver coinvolto l’opposizione nel contribuire bi-partisan a indicare uno dei due componenti del nuovo Cda, sarebbe stata mossa strategia molto efficace in questo senso, cioè creare un Cda duratura oltre la legge di riordino. E i nomi che si fanno sono quelli di Attilio Altitonante e del consigliere regionale Claudio Ruffini (Pd).

Intanto il Pd insorge sulle mancate nomine. Lo stesso Ruffini e l’altro consigliere Pd, Peppino De Luca, proprio questa mattina hanno messo l’accento sull’immobilismo della Regione nelle nomine. «Chiodi – afferma il consigliere regionale del Pd Peppino Di Luca – non riesce a procedere con la scelta a causa di beghe interne al suo stesso schieramento, stanno anteponendo i loro interessi contrastanti con quelli dell’Istituto». Per il Pd l’Izs merita maggiore attenzione da parte della Regione. «E’ l’unica struttura – sostiene il consigliere Claudio Ruffini – a non rientrare nei tagli della spending review. Il problema non è di poco conto: se non nominiamo subito i due componenti del Cda e non facciano uscire l’Izs dal commissariamento, l’Istituto, per legge, non potrà ottenere il riconoscimento di struttura di eccellenza». Dopo due tentativi andati a vuoto, il Pd tornerà domani, in Consiglio regionale, a chiedere di approvare le nomine. «Sia il Molise che il Ministero della Salute  – aggiunge Di Luca – lo hanno fatto, manchiamo solo noi, e si tratta di un ritardo colpevole». «Domani – conclude Ruffini – è l’ultima occasione utile: la legge infatti prevede che entro il 12 agosto si possa procedere con le nomine, poi entreranno in vigore le nuove norme, che obbligheranno ad una revisione dello Statuto e del regolamento, quindi il riordino dell’Izs slitterebbe all’anno prossimo e non ce lo possiamo permettere».

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