Di Pasquale (Pd): «Il Comune si riprenda la casetta sul lungofiume»

TERAMO – Ancora polemiche sulla tanto discussa casetta sul lungofiume Vezzola. A tornare sull’argomento è il consigliere del Pd Manola Di Pasquale, che chiede all’amministrazione di fare una scelta: o rientrare nella piena disponibilità dell’immobile, oppure metterlo a disposizione di tutta la collettività. «E’ stato accertato – spiega Di Pasquale – che l’assessore Di Stefano ha mentito e continua a coprire una situazione evidente di irregolarità, un’occupazione abusiva di un  bene della collettività. Non esiste alcun atto amministrativo che attribuisca la struttura  sul lungofiume Vezzola ad un privato cittadino o ad un’associazione. Nonostante ciò gli  assessori comunali frequentano la casetta da diverso tempo  partecipando a cene e ad incontri, che non possono definirsi proprio pubblici; nessuno si è però preoccupato  di controllare il regolare utilizzo della struttura da parte del privati: come mai?». Manola Di Pasquale ricorda che esiste un Regolamento per la gestione dei beni di proprietà comunale, condiviso da tutto il Consiglio  comunale ma «questa amministrazione continua ad amministrare i beni del comune come se fossero patrimonio personale. Il Comune può concedere dei beni ai comitati di quartiere o alle associazioni culturali, ma tutti devono essere messi nelle condizioni di poter competere con pari opportunità. Non si può pensare di continuare a dare beni del Comune agli amici e conoscenti ignorando le numerose richieste che vengono dal modo dell’associazionismo e  del volontariato».

 

 

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