Province: "Dividiamo l'Abruzzo in inferiore e superiore"

TERAMO – Teramo Nostra torna a ribadire la sua posizione contraria al riordino delle Province e alla vigilia di un incontro organizzato per il 23 agosto dal sindaco di Teramo Maurizio Brucchi con i sindaci del territorio si dichiara favorevole all’abolizione di tutte. “Se di riordino deve trattarsi – si legge in una nota – allora sarebbe giusto non favorire ancora una volta le città dell’Aquila e di Pescara, già sedi di Regione, ma dividere l’Abruzzo in superiore ed inferiore, con una ridefinizione dei confini che tenga conto del ruolo storico delle città di Teramo e Chieti”. L’associazione ricorda in un comunicato che fu proprio la Città di Teramo a dare il nome “Aprutium” all’intera Regione Abruzzo in epoca Augustea e a mantenere ai tempi della colonizzazione romana nel I secolo a.C. il titolo di “Municipio” , quando altri capoluoghi della nostra Regione ancora non esistevano. A seguire, nel 1927, durante il Regime Fascista, la Provincia di Teramo fu pesantemente penalizzata per la creazione della Provincia di Pescara. Tanti furono infatti i comuni tolti alla Provincia di Teramo. “Da un punta di vista geografico Teramo è l’unica rispetto agli altri capoluoghi ad essere perfettamente collocata nel baricentro della Provincia, tra l’area interna (Parco nazionale del Gran Sasso – Laga) e la costa, tra la Val Vibrata e la Val Fino”. Teramo Nostra dichiara che non si arrenderà all’ipotesi dell’abolizione e ribadisce che si batterà con forza per difenderne il ruolo di capoluogo, e “affinché tutti gli attuali capoluoghi abruzzesi vengano trattati con pari dignità, senza penalizzare nessuno a discapito di altri.

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