Quanto ci costano i politici regionali? Ecco gli stipendi

TERAMO – Dai quasi 15mila euro al mese in Lombardia, Pugiia e Sicilia ai 7500 in Umbria e Toscana, orientarsi nella giungla delle retribuzioni e nei rimborsi di governatori, assessori, consiglieri regionali è complesso, ma un’idea, nonostante i tagli possiamo farcela. L’idea è che i compensi restano altissimi, ma che l’Abruzzo è tra i più parsimoniosi. A svelare quanto guadagnano i politici regionali è un’indagine pubblicata oggi su Libero e che si basa su un rapporto diffuso il 10 luglio scorso dalla conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome. Dal Rapporto emerge che su 20 regioni l’Abruzzo è al quintultimo posto per generosità degli emolumenti. Da quanto pubblicato a firma del giornalista Antonio Castro il governatore Gianni Chiodi, tra indenità e rimborsi percepisce 8.615 euro al mese, analogamente al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano. Queste le cifre per il resto dei componenti: 8.208 euro per il vicepresidente di Giunta e il vicepresidente del Consiglio, 7950 euro gli assessori e i presidenti di Comissione, 7.870 euro i capogruppo e 6241 euro i consiglieri regionali. Gli stipendi sono composti da indennità e rimborsi, questi ultimi sono quelli che fanno la differenza e che tutto sommato in Abruzzo appaiono abbastanza conentuti se si considera che da noi sono fissati a un massimo di 3595 euro al mese mentre in regioni come la Puglia e la Lombardia superano i 9 mila euro. Un discorso a parte merita l’indennità di fine mandato. In Abruzzo l’indennità di fine mandato è pari a 29.913 euro netti dopo una legislatura, 59.473 euro netti dopo 10 anni e 73.190 do 15 anni. E’ pur vero che una postilla precisa che dopo il decimo anno l’indennità di fine mandato viene ridotta del 50%”. La più generosa appare sempre la Puglia: l’importo netto di fine mandato al termina di una legislatura ammonta a 80mila euro, un importo che si moltiplica per il numero delle legislature durante le quali si è ricoperta la carica di consigliere. L’indagine di Libero si ferma all’assegno vitalizio. Quella è un’altra storia.

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