Province: l'area Vestina strizza l'occhio a Teramo

TERAMO – I Comuni dell’area Vestina non sarebbero così reticenti all’annessione teramana. A confermarlo è il sindaco Maurizio Brucchi a margine della convocazione del Cal Abruzzo (Consiglio sulle autonomie locali) chiamato oggi a riunirsi per discutere le proposte di riordino che dovranno arrivare sul tavolo del Governo. Il sindaco dopo un colloquio avuto con il sindaco di Penne, Rocco D’Alfonso, ha guadagnato fiducia sulla possibilità di concretizzare la sua proposta, cioè quella di annettere i Comuni dell’area vestina per raggiungere la superficie di 2500 chilomeri quadrati indicata dal decreto e mantenere così le tre provice (Chieti, Teramo, L’Aquila) con Pescara città metropoitana. Il sindaco ha incassato l’orientamento possibilista da parte del sindaco di Penne che rappresenta il Cal di quell’area e la prossima settimana formalizzarà la sua proposta in un incontro chiesto ufficialmente in una lettera. Questi passaggi dovranno avvenire entro il 7 settembre, termine fissato dal Cal abruzzo per la ricezione delle proposte che dovranno approdare prima in Regione e poi al Governo entro dicembre. Nel frattempo iniziative di "freno" all’iter legislativo sta ponendo in atto il presidente della Provincia Valter Catarra che ha suggerito al Cal di valutare, con gli uffici legali della Regione, se ci sono margini per avviare un’azione legale per evitare i profili di incostituzionalità della legge. Parallelamente, la Provincia di Teramo, forte dell’adesione di altre province quali Rovigo, benevento e matera, valuterà di fare un ricorso al Tar di Roma. Intanto Catarra suggerisce una riflessione: "Auspico che il Cal , che ha tra le sue prerogative quella di sollecitare Regione e Governo, eviti tagli lineari ma approfondisca i problemi economici e sociali che si nascondono dietro questo provvedimento di Spending review. Mi auguro che si arrivi a una proposta di riordino migliore possibile".

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