Albi: «La difesa delle Province? Disperato tentativo della casta di mantenere le poltrone»

TERAMO – «Le polemiche contro il riordino delle Province? E’ solo la casta che tenta una disperata autodifesa». E’ questo il giudizio di Paolo Albi capogruppo di Fli in Consiglio comunale. Per Albi i politici che hanno lanciato la crociata contro l’abolizione della Provincia di Teramo «hanno solo il terrore che i consiglieri provinciali ritornino nei partiti anelando ad altre poltrone. Basta con i vecchi vizi di questo Paese, la ratio del provvedimento governativo, che rappresenta il primo passo verso l’eliminazione delle Province, era, in realtà, nel programma elettorale di tutti i partiti. Questo Governo è serio ed andrà avanti su questa strada, basta con i “Giannilettismi”, il prendere una posizione e poi rimangiarsela sotto la spinta di interessi contrastanti. Su questo argomento un’intera classe politica si sta giocando la propria credibilità». Albi crede alla buona fede di associazioni come Teramo Nostra, che difende le tradizioni del territorio ma afferma di non comprendere la posizione del mondo dell’imprenditoria. «Continuano a difendere il vecchio, il pregresso, questo succede solo a Teramo, evidentemente è colpa anche della politica che non ha permesso la crescita e la maturazione del tessuto imprenditoriale locale». Da qui la soluzione alternativa proposta da Albi, in netto contrasto con quella portata dal sindaco Maurizio Brucchi all’attenzione del Consiglio delle autonomie locali.  «Il taglia e cuci proposto da Brucchi è improponibile e dannoso, visto che darebbe sfogo alla voglia, già manifestata da tempo da alcuni Comuni, di lasciare la nostra provincia preferendo Pescara o L’Aquila. Tra l’altro non si tratta di un’annessione che può essere fatta dall’alto. Piuttosto l’Abruzzo potrebbe rappresentare un esempio a livello nazionale proponendo al Governo di fare restare una sola Provincia, in attesa della loro totale eliminazione. Se questo non fosse possibile, allora la soluzione sarebbe quella indicata dalla legge di riordino». Per Albi, dunque, sarebbe auspicabile la creazione di due maxi province Chieti-Pescara  e L’Aquila-Teramo. «Per noi – conclude – sarebbe un discorso interessante, Teramo potrebbe avrebbe un ruolo importante, diventando il centro di due direttrici di sviluppo: quella che da Roma arriva a L’Aquila e poi, appunto, a Teramo, e quella che ci vedrebbe al centro dei collegamenti tra Pescara e le Marche. Si tratterebbe di una sorta di Provincia del Gran Sasso, in cui L’Aquila potrebbe mantenere il ruolo di capoluogo di regione e a Teramo potrebbe essere riconosciuto quello di provincia».

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