Rincari dell'acqua: protesta l'associazione "Robin Hood" ma la Ruzzo Reti smentisce

TERAMO – Bollette dell’acqua più care di 20 centesimi al metro cubo: protesta l’associazione dei consumatori Robin Hood. «Ogni aumento – esordisce il presidente Pasquale Di Ferdinando – va contestualizzato e giustificato. Per questo chiediamo il perché di tale decisione al presidente del Ruzzo Vittorio Scuteri: secondo noi non sussistono infatti motivazioni adeguate a spiegare questi aumenti». Secondo l’associazione, infatti, nel corso degli ultimi mesi si sarebbero verificati diversi disservizi. «Sono tante le segnalazioni che ci sono arrivate dai residenti delle aree costiere – aggiunge Di Ferdinando – ma anche da turisti e dalle zone montane: in molti hanno lamentato la mancanza di acqua nei mesi estivi, nelle frazioni come Magnanella e San Giorgio hanno criticato la qualità dell’acqua, in alcuni tratti di mare sono stati trovati batteri come l’Escherichia coli, segno che il depuratore non ha ben funzionato. C’è da chiedersi inoltre come mai l’impianto di potabilizzazione, costato milioni di euro, in presenza di forti temporali risulti inefficiente». Di Ferdinando sollecita il Ruzzo ad istituire, come richiesto dalla legge, un organismo di controllo interno di cui fanno parte, come portatori di interesse, anche le associazioni dei consumatori e quelle ambientaliste. «Ovviamente – precisa Di Ferdinando – parteciperemmo a titolo gratuito, ma sarebbe importante per noi conoscere nel dettaglio i meccanismi di determinazione delle tariffe. E’ troppo semplice amministrare chiedendo agli altri di pagare, occorre invece che anche il Ruzzo applichi seriamente una spending review sulla propria “macchina” amministrativa».  

LA REPLICA DELLA RUZZO RETI – «Non ci sarà alcun aumento in bolletta». E’ questa la risposta che arriva dal vicepresidente della Ruzzo Reti Carlo Ciapanna, che chiarisce la situazione specificando che l’incremento di 20 centesimi al metro cubo in bolletta era solo una delle ipotesi paventate per il risanamento del bilancio del Ruzzo, ma che la Società non intende affatto perseguire questo tipo di politica. «E’ comunque bene precisare – afferma Ciapanna – che le tariffe sono stabilite dall’Ato e non dalla Ruzzo Reti che è una mera esecutrice. Nel 2011 ad esempio l’Ato, come stabilito dal Piano d’Ambito, ha approvato un incremento del 5% circa per le utenze domestiche residenziali e del 7% circa per quelle ad uso non residenziale, c’è da dire, però, che la tariffe erano bloccate da 8 anni». Ciapanna indica inoltre le strategie che la Ruzzo Reti intende seguire. «Ci muoveremo su due fronti – specifica – da un lato il recupero delle somme evase, realizzando controlli approfonditi mirati a far pagare il dovuto a tutti, dall’altro punteremo al recupero dei crediti che vantiamo, ad esempio, nei confronti dell’Aca, che ci deve ancora tra gli 8 e i 9 milioni di euro». Ciapanna risponde anche alle critiche sull’inquinamento di alcuni tratti di mare. «Sono state dette delle inesattezze – commenta – forse non si ricorda che, nel caso di Alba Adriatica, la Ruzzo reti finì anche sotto processo e che venne stabilita la totale mancanza di correlazione tra i nostri depuratori e la presenza di Escherichia coli in mare. Siamo inoltre continuamente sottoposti a controlli da parte dell’Arta e della Asl». Sulla questione della carenza idrica, invece, Ciapanna annuncia nuovi investimenti ed interventi strutturali, che serviranno a migliorare la situazione sia delle aree montante che delle zone costiere. Tra questi anche la realizzazione di un nuovo serbatoio da 30 mila metri cubi che sarà finanziato con fondi Cipe.

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