Centrale biomassa, Marconi: «Sì, ho quote in Sagitta. Altri politici i parenti»

TERAMO – Può un pubblico amministratore, per di più assessore all’Ambiente, avere partecipazioni societarie in un azienda privata che opera nello stesso settore di sua competenza? Se è vero che non costituisce reato può almeno essere evitato, per opportunità politica ed etica personale? Forse sì, ma Francesco Marconi, assessore all’ambiente della giunta presieduta da Valter Catarra, ritiene che sia possibile e coerente con «le politiche ecocompatibili portate avanti dalla Regione». Marconi ha agito in contropiede. Ha capito che i ‘rumors’ messi in giro ad arte da qualche oppositore del progetto che prevede la nascita a Colonnella di un impianto a biomassa di quasi 6 Mega, e ha spiegato alla stampa cosa c’entri lui con Sagitta Immobiliare, la società che ha ottenuto la realizzazione di quell’ìimpianto. «Detengo da comune cittadino una quota di 300 euro su un capitale di 20.000, equivalente all’1,5%, della Sagitta Bio, che non è l’azienda che ha ottenuto le autorizzazioni ma un’altra che con Sagitta aveva concluso un accordo per quell’impianto ma che adesso è decaduto – ha detto Marconi -». L’accordo prevedeva che Sagitta Bio prendesse parte alla gestione parziale dell’impianto se entro il 30 aprile fossero stati completati gli iter autorizzativi e che la stessa avesse ottenuto le linee di finanziamento necessarie: la cosa non è avvenuta, ha spiegato Marconi, e dunque Sagitta Bio non fa parte dell’operazione. E ha aggiunto di più: «Faccio parte anche della società Heliopolis, che si occupa di fotovoltaico ma perchè credo in questi investimenti in maniera coerente con quanto in Provincia stiamo facendo a tempo e cioè investire in fonti alternative che non siano il fossile».

«Non ho fatto pressioni sulla filiera politica». Secondo Marconi la sua azione è stata dettata da correttezza istituzionale. Intanto la Provincia come Ente non entra nell’iter procedurale autorizzativo; non sono previsti finanziamenti pubblici per l’opera, tutto è limitato a competenze tecnico-amministrative e lui non ha ruolo decisionale o di rappresentanza all’interno della società. «La Provincia – ha spiegato l’assessore all’Ambiente – è intervenuta in conferenza di servizi per la valutazione della corretteza del collegamento delle acque reflue alla rete. Se avessi voluto forzare l’iter politicamente avrei fatto di tutto per accelerare le cose entro il termine del 30 aprile, quello che interessava alla Sagitta Bio».

«Io ci ho messo il mio nome, altri politici qualche parente…». E la chiusura di Marconi ha il veleno, forse per restare nel clima che ha accompagnato finora la gestazione dell’impianto di Colonnella: «Io in quella società ci ho messo il nome e il cognome. Qualche altro politico, che forse cavalca questa vicenda per rifarsi una verginità politica, ha pensato bene di infilarci invece i nomi di qualche parente, che ne so… suocera o moglie…».

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