«Marconi faccia i nomi o si dimetta»

TERAMO – L’assessore Marconi faccia i nomi dei politici che hanno parenti in società coinvolte nella realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti alternative. Lo chiede il consigliere provinciale indipendente Riccardo Mercante all’indomani della dichiarazione con cui l’assessore provinciale all’Ambiente, in materia di centrale a biomasse di Colonnella aveva ammesso di far parte della compagine societaria di una delle aziende che avrebbe dovuto partecipare alla gestione della stessa. «C’è da capire – afferma Mercante – quali siano a suo dire le personalità politiche locali con le mani nella marmellata che hanno inserito suocere e mogli nella suddetta società o che magari si sono costituiti la propria società per accaparrarsi gli incentivi pubblici. All’assessore Marconi per salvaguardare la propria reputazione non resta che scegliere fra due strade: la prima è di completare la sua denuncia pubblica facendo nomi e cognomi dei politici “sempreverdi” coinvolti; la seconda è quella di dimettersi». «Se l’obiettivo delle sue affermazioni – aggiunge Mercante – era di fugare i dubbi dei suoi comportamenti personali, potremmo dire che è riuscito a centrarlo in pieno. Adesso è chiaro a tutti che l’assessore provinciale disconosce il significato di conflitto d’interesse e quello dell’etica nell’amministrazione della cosa pubblica, ma conosce bene il filo logico del business e quello che lega la politica con gli affari. D’altronde c’era da aspettarselo vista la focosità con cui bocciò nel marzo 2011 lo stop ai termovalorizzatori proposto in consiglio provinciale dal sottoscritto. L’assessore quando dichiara che l’opera non gode di finanziamenti pubblici fa un’affermazione gravissima che palesa incompetenza a pensar bene o sfacciataggine e presa per i fondelli nelle altre, perché anche le centrali a biomasse godono di tariffe incentivanti finanziate dalle nostre bollette energetiche per ben 15 anni. Di soldi pubblici si tratta».A rincarare la dose sulle dimissioni arriva anche il Pd. "Siamo di fronte ad un enorme conflitto di interessi – ha dichiarato Fabrizio di Bonaventura, coordinatore dei circoli Pd della Val Vibrata – Se l’assessore Marconi crede così tanto nelle opportunità che offrono le energie rinnovabili si dimetta e investa i suoi soldi come meglio crede". Della stessa linea anche il segretario del partito, Roberto Verrocchio che così commenta: "Un amministratore pubblico deve essere al di sopra di ogni sospetto. Non èvero che l’assessorato provinciale c’entra poco o nulla con le autorizzazioni. Le sue dichiarazioni sono uno dei motivi per cui le persone non credono più nella funzione delle province. L’assessorato all’Ambiente è responsabile del Piano Energetico Provinciale, dunque valuta se un progetto rientra o meno all’interno della programmazione. Il fatto che Marconi dica che non ha avuto alcun ruolo nell’approvazione del progetto è proprio il motivo per cui dovrebbe dimettersi. Io pretendo un assessore che abbia un ruolo e che faccia sentire la sua voce per capire se ciò che viene fatto va nell’interesse del territorio, e non voglio un amministratore che sta zitto per timore dei suoi conflitti di interesse". "Marconi denunci pure chi sono quei politici che avrebbero parenti nelle società – ha concluso Verrocchio – Noi non abbiamo alcun timore. Nella questione della centrale biomasse di Colonnella stiamo assistendo ad uno scaricabarile indecente. Se si ritiene che quella centrale sia un bene per il territorio, qualcuno se ne assuma la responsabilità e venga ad esporre, legittimamente, le sue ragioni di fronte ai cittadini. Il Pd non è contrario a priori alle centrali a biomasse. A noi piace leggere le carte e poi valutare se e come un progetto va ad incidere sul territorio".

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