"Meno compiti, ma non imbrattate i muri". Il saluto del sindaco agli studenti

TERAMO – E’ iniziato dalla scuola primaria di San Nicolò a Tordino, in zona Peep, il giro di visite che il sindaco Maurizio Brucchi, accompagnato da una delegazione, ha fatto stamani per portare il saluto nelle scuole in apertura dell’anno scolastico. Un saluto informale dove non sono mancati momenti goliardici con i piccoli studenti di cui il sindaco ha catturato le simpatie chiedendo alle insegnanti pochi compiti nella settimana di rientro. L’impegno ottenuto dal primo cittadino è stato però quello di non scrivere sui muri e di mantenere in condizioni di decoro le pareti scolastiche appena rimesse a nuovo. La struttura non è stata scelta a caso poiché lì si sono concentrati gli interventi di manutenzione più significativi dopo l’accorpamento dei plessi di Villa Tofo e Villa Pompetti. Per ospitare i bambini di quelle frazioni l’amministrazione ha speso 320mila euro, stanziati dal Bim, che hanno permesso la realizzazione di 4 nuove aule, servizi igienici e una palestra. Ad accompagnare il sindaco, c’erano gli assessori Piero Romanelli (Istruzione), Giorgio Di Giovangiacomo (Lavori Pubblici) e Rudy Di Stefano (Manutenzioni), tutti soddifatti per lo stato di salute delle scuole teramane. La prossima settimana ci sarà anche la consegna dei lavori per la nuova scuola di Villa Vomano. “A partire da Chiodi fino a questa amministrazione – ha dichiarato Brucchi – sono stati spesi circa 6milioni di euro per le manutenzioni scolastico e altri 750 sono in arrivo dal ministero. I risultati si vedono, abbiamo garantito un rientro in tranquillità anche se preoccupano maggiormente le scuole del centro storico che risentono del peso degli anni. E’ per questo che ritengo il Polo scolastico un progetto irrinunciabile , consolidato nelle più importanti realtà italiane ,e che porteremo avanti nonostante la crisi”. La nota dolente resta invece il caro libri. L’assessore Piero Romanelli, consapevole del problema, si è però ritrovato a fare i conti con le economie che il Governo, e dunque la Regione, hanno fatto sulle spalle delle famiglie alle prese con la stangata dei libri. Fino allo scorso anno, per gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito il Comune ha concesso una borsa di studio che consisteva in un piccolo rimborso del materiale scolastico (atlanti, dizionari, ecc) e che andava dai 100 ai 250 euro. Quest’anno il finanziamento regionale è stato soppresso. Rimane ipotecato alle volontà del Governo il fondo per l’acquisto dei libri che viene erogato dalla Regione ai Comuni. Si tratta tuttavia di una disponibilità che viene stanziata a fine inverno, per cui, ammesso che arrivino, sono comunque soldi che le famiglie meno abbienti saranno costrette ad anticipare.

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