Lucci (Corecom): «Integrare le tecnologie per eliminare il divario digitale»

TERAMO – Il presidente del Corecom Abruzzo e coordinatore nazionale dei Corecom italiani Filippo Lucci è stato invitato oggi  alla trasmissione Rai “Uno Mattina”per parlare del delicato tema dell’elettrosmog, e delle nuove norme contenute nella bozza del cosiddetto decreto “Digitalia” che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri il 28 settembre. Lucci è stato intervistato dai due conduttori, Elisa Isoardi e Franco Di Mare,  e ha ribadito l’importanza della salute dei cittadini come primo obiettivo da seguire. Il presidente del Corecom ha poi ricordato che molti Comuni italiani (come quello di Teramo, ndr) hanno approvato i “Piani antenne”, che servono a regolare il Far West di autorizzazioni indicando i siti sensibili dove è vietato installare antenne per la telefonia mobile e programmando, allo stesso tempo insieme ai cittadini, le aree dove invece è consentito farlo. Un altro tema trattato è stato quello del Digital divide, ossia il divario digitale, una questione che riguarda anche molti Comuni abruzzesi e del teramano. «La banda larga è il futuro –  ha commentato Lucci – è necessario trovare un mix di soluzioni tra le tecnologie che abbiamo a disposizione, come la fibra ottica e il satellite, per fare in modo che la copertura raggiunga il 100% del territorio e che nessun Comune resti senza questa risorsa, importante non solo dal punto di vista sociale ma anche da quello economico». Lucci ha citato in un passaggio anche le conciliazioni, uno degli ambiti principali di lavoro del Corecom. Nel 2011 sono state 2 mila le persone che si sono rivolte al Corecom Abruzzo per risolvere le controversie relative alla telefonia mobile: oltre 1,5 milioni di euro sono stati restituiti dalle compagnie telefoniche ai cittadini abruzzesi.

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