Prati di Tivo: “L'ostruzionismo dei Comuni mette a rischio il futuro degli impianti»

TERAMO – “La situazione che si è venuta a creare in merito sulla gestione degli impianti di risalita dei Prati di Tivo è grottesca”. Così il senatore Paolo Tancredi commenta l’empasse che si sta verificando per gli impianti di risalita della località sciistica “contesi” tra i Comuni di Pietracamela e isola del Gran Sass. “A fronte di un impegno bipartisan poderoso di Regione e Provincia a partire dalle precedenti legislature – dichiara Tancredi – si deve tragicamente registrare un inspiegabile ostruzionismo, da parte dei Comuni interessati. E’ bene ricordare che Regione e Provincia hanno creato le condizioni per un investimento di ben tredici milioni di euro nel Comune di Pietracamela. Altrettanto poderoso è stato l’impegno degli amministratori, presenti e passati, della Gran Sasso Teramano che sono riusciti, in questi anni, a garantire la gestione degli impianti, assumendosi oneri finanziari assai gravosi a causa del ritardo dei Fas. Da ultimo la Sangritana ha assicurato una gestione efficiente degli impianti, riportando perdite negli ultimi tre anni (circa seicentomila euro) e investendo per ulteriori quattrocentomila euro in macchinari, attrezzature e strutture per ampliare l’offerta di intrattenimento e promuovere tutta l’area del Gran Sasso. A fronte di tutto questo, secondo Tancredi, il Comune di Pietracamela non avrebbe mai collaborato alla soluzione delle difficoltà incontrate in questo percorso anzi, “sembra quasi che i cavilli burocratici sollevati dal Comune di Isola del Gran Sasso siano stati suggeriti paradossalmente proprio dal Comune di Pietracamela che, al contrario, dovrebbe essere la prima parte attiva impegnata a risolvere le criticità, visto che gli atti autorizzativi e concessori, eventualmente irregolari, sono stati da esso rilasciati”. “A questo punto è doveroso porre una domanda: il Comune di Pietracamela è realmente interessato al funzionamento degli impianti dei Prati di Tivo? Se la risposta, deducibile dai comportamenti, è negativa – ha concluso Tancredi – è necessario che anche le altre istituzioni riflettano sull’opportunità di interrompere questo percorso e di chiudere, per la prossima stagione invernale, il funzionamento della nuova funivia e di tutti gli impianti di risalita. Sarebbe una decisione severa, che vanificherebbe gli impegni, le fatiche e gli investimenti finora fatti, ma sarà inevitabile per far sì che il Comune esca allo scoperto e si assuma le responsabilità sulle scelte che riguardano il suo territorio”.