Agostinelli: «Consorzio industriale e nuovo teatro le nostre priorità»

TERAMO – «Meno burocrazia e interventi strategici per combattere la crisi». A parlare è l’assessore alla Programmazione strategica Giacomo Agostinelli che, a pochi giorni dal conclave in cui si discuterà dei progetti che dovranno cambiare il volto della città, come quello del nuovo teatro, traccia un bilancio della situazione attuale e della programmazione futura dell’Ente. Quali saranno quindi i progetti su cui il Comune investirà? Secondo l’assessore è necessario sbloccare al più presto la situazione del Consorzio industriale e puntare sulla realizzazione del nuovo Teatro, che sarà una struttura polivalente ed «economicamente sostenibile». Al progetto è legata anche la vendita dei terreni a Piano D’Accio, che potranno ospitare strutture commerciali, alberghiere, direzionali e servizi, con un indotto importante, anche in termini di occupazione. E sul piano della sburocratizzazione? «Stiamo lavorando – conclude Agostinelli – per rendere attiva entro fine anno la stampa dei certificati urbanistici direttamente dal proprio Pc di casa, abbiamo già completato la digitalizzazione di tutti i documenti e contiamo di realizzare un front-office on line, in modo da ridurre i tempi di fila ed attese per gli imprenditori ed i cittadini in genere, snellendo anche il lavoro degli uffici comunali: attualmente, infatti, per ottenere un certificato di destinazione urbanistica servono circa 15 giorni, a breve invece basteranno 30 secondi, direttamente dal computer di casa». Basterà questo per combattere la crisi attuale?  «La crisi che stiamo vivendo – conclude Agostinelli – è sicuramente strutturale, ma allo stesso tempo è aggravata dal fatto che finora nessuno, prima di Gianni Chiodi, aveva pensato ad una programmazione strategica di medio-lungo periodo, preferendo occuparsi solo delle emergenze contingenti. Non è più possibile ragionare in questo modo, tutti i politici sono chiamati a cambiare la forma mentis, iniziando a pensare un po’ come fanno i privati. Ormai non si può più contare sui fondi pubblici elargiti a pioggia, e questo, da un lato, è un bene, perché sprona tutti noi a darci da fare per trovare delle soluzioni alternative e per utilizzare al meglio le risorse disponibili, per fare questo, però, occorre la collaborazione fattiva di tutti, dagli impiegati ai dirigenti».

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