I medici abruzzesi: «Basta tagli, siamo allo stremo»

TERAMO – Tagli alla sanità: oggi una delegazione degli operatori sanitari abruzzesi sarà a Roma per partecipare ala manifestazione dal titolo “Diritto alla cura, diritto a curare”. «Oltre ai problemi che ci sono a livello nazionale – spiega Filippo Gianfelice, segretario dell’Anaao Assomed Abruzzo – come la riduzione del Fondo sanitario nazionale e della riduzione dei posti letto e del personale, ce ne sono molti che riguardano nello specifico la nostra regione». Secondo il sindacato la sanità abruzzese ha sofferto e continua a risentire degli strascichi di una «cattiva politica che negli ultimi venti anni ci ha portato a subire l’onta del Piano di Rientro. A tale proposito critichiamo l’estrema immaturità della classe politica dirigente, che ha guidatola Regione Abruzzo fatta di connivenze tra pubblico e privato, elargizioni clientelari  spartizione dei fondi pubblici senza controllo determinando il grave debito cartolarizzato», aggiunge Gianfelice. Il sindacato sottolinea inoltre il problema della riconversione dei piccoli ospedali, e quello del ruolo dell’ ospedalità privata accreditata rispetto al pubblico ed il suo peso in termini di posti letto.  «Anche il rapporto tra regione ed università abruzzesi – continua Gianfelice –  rimane “estraneo” alle gravi criticità del momento come se esistesse una zona franca da tagli e riduzioni». E su questo si innesta il secondo punto  per cui protestano gli operatori sanitari abruzzesi: «in questi ultimi tre anni – sostiene Gianfelice – i medici abruzzesi hanno”stretto la cinta” accettando con spirito di sacrificio e onestà intellettuale i tagli imposti sia in termini di spazi che di progressione di carriera. I medici abruzzesi sono allo stremo. Non siamo “fannulloni”. Siamo quelli che hanno circa 10 milioni di ore annue di lavoro straordinario sulle spalle e un enorme accumulo di giorni di ferie non godute». Secondo il sindacato è arrivato quindi il momento di dire basta. 

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