Morti bianche: Abruzzo al primo posto in Italia

TERAMO – L’Abruzzo è la regione italiana con la più  alta percentuale di morti sul lavoro nei primi dieci mesi di quest’anno: i lavoratori che hanno perso la vita sono 25, pari al 5,6% del totale nazionale, con un indice record di incidenza sugli occupati pari a 50,7 (la media nazionale è del 19,5). L’allarme è stato lanciato dalla Cgil, che ha citato dati dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro della Vega Engineering. Prendendo in considerazione il periodo 2010-2012, i morti sono complessivamente 70: 19 nel 2010, 26 nel 2011 (con una variazione del +36,8% rispetto all’anno precedente) e 25 nel 2012. Nel biennio 2010-2011, inoltre, l’Abruzzo si classifica in terza posizione a livello nazionale per indice di incidenza, pari a 45,6, con 45 decessi. Prima ci sono solo Valle d’Aosta (52,6) e Trentino Alto Adige (52,1). «In tre anni – ha commentato Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil Pescara – l’Abruzzo conta 70 morti lavoro e questo avviene nel  momento in cui c’è una  fortissima riduzione  dell’occupazione. E’ necessario fare meno propaganda sul risanamento finanziario e sulla virtuosità dell’Abruzzo, perché queste cose si valutano anche sulla base delle condizioni del lavoro e della vita delle persone. Queste condizioni sono peggiorate e i dati dell’Osservatorio Vega richiedono una riflessione forte a livello regionale e un piano straordinario vero che metta in campo risorse aggiuntive per un cambiamento radicale della qualità del lavoro nella nostra regione».

LA SITUAZIONE NEL TERAMANO E NELLE ALTRE PROVINCE – La provincia di Teramo, secondo i dati aggiornati al 31 ottobre di quest’anno, risulta al 17° posto nella graduatoria nazionale, con 5 morti ed un indice del 42,1. Pescara è quinta, Chieti settima e L’Aquila ventisettesima. Anche sul fronte dell’occupazione la situazione nel teramano non risulta la peggiore in Abruzzo: la media regionale del terzo trimestre di quest’anno, è del 2,9% in meno rispetto al 2011, a Teramo si registra invece un 2,6% (stessa percentuale di Chieti) mentre a L’Aquila un -2,5%. Va peggio a Pescara (-3,3%). La previsione a sei mesi relativa all’occupazione a livello regionale registra inoltre un meno 17,4.

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