Tancredi garantisce: «Nessuno scossone sulle coalizioni». E lancia un segnale a Gatti: «Ci dica cosa vuole fare»

TERAMO – Il momento è duro, nessuno lo nega, ma pur nella difficoltà quella teramana è una comunità umana che nel tempo ha imparato a governare e saper tenere duro: reggerà anche stavolta e, garantisco io, nessuna amministrazione locale, dai Comuni alla Regione, passando per la Provincia, dove il centrodestra governa, subirà scossoni da questo momento del Pdl. Parola del senatore Paolo Tancredi. Il coordinatore provinciale del Popolo della Libertà, analizza il dopo-Morra, a 24 ore dal passaggio al movimento La Destra dell’assessore regionale ai trasporti, parla del momento storico del suo partito e soprattutto, affronta di petto la questione Gatti, l’“anima ribelle" della coalizione, che in tanti danno per scalpitante verso altri lidi e, soprattutto, verso Montecitorio.

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«L’amico Morra si sentiva stretto, è tornato alle sue radici». «Capisco la scelta di Giandonato. Si sentiva stretto tra l’ala di ex Alleanza Nazionale in cui non si riconosce – dice il senatore Pdl – e in un partito moderato di cui non ha condiviso sempre le scelte. E’ tornato alle sue radici, storiche e culturali, ma questo non inciderà assolutamente sull’amicizia antica che ci lega. Non a caso ha informato per primi me e il Governatore Chiodi di questa sua decisione. Cosa penso? La Destra di Storace è un movimento alleato del Pdl e governa con noi in Abruzzo, ritengo che in questa ottica è importante che gli spazi disponibili vengano occupati da persone affidabili».
«Pdl in difficoltà, ma in Abruzzo si segue una stella polare». Che momento è per il Pdl abruzzese? «E’ inutile negarlo, esiste un problema di assetti ma è pur vero che, aldilà delle scelte più interne, la comunità umana del centrodestra teramano prima e abruzzese poi, rimane unita, seguendo la stella polare di portare avanti le amministrazioni e il dialogo con la gente sul territorio».
«Gatti ci dica cosa vuole fare». Gatti, un dissidente, un già ex o un politico con voracità di spazi? «Con Paolo ho parlato molto di recente. Ritengo che la sua sia semplicemente un’ansia di ricollocamento personale: perchè capirei se mi dicesse che il governo Chiodi o quello del sindaco Brucchi avesse sbagliato… Invece la sua è una critica alla gestione del centrodestra nazionale, un disagio comune che provo anch’io ma io resto qui a continuare il mio dialogo con il territorio. E poi Gatti non può continuare a dire che il Pdl è morto e nello stesso tempo vantarsi di avere all’interno dello stesso partito il 40 per cento… Questa comunità è insieme dal 1999, ha riscosso successi e affrontato problemi difficili e con noi dal ’99 c’è anche Gatti… Insomma, ritengo che sia ora di dirci che vuole fare».
«La ricerca del posto in Parlamento non spacciamola per nuova politica». Il futuro più vicino qual è? «Io sono coordinatore provinciale, il mio ruolo è dare fiducia al nostro elettorato, teniamo insieme la coalizione: non mi risulta al momento che si rischi nel governo delle amministrazioni locali. Da senatore credo che a questo territorio venga riconosciuto un ruolo, se è vero che per l’ottava volta vengo individuato come relatore in un provvedimento economico e per la seconda volta in quella che era una volta la Finanziaria. Credo che se il problema sia nel futuro politico personale di ognuno di noi, ognuno di noi lo ha nella stessa misura. E’ legittimo cercare una via per il Parlamento ma questo non può essere spacciato per la nuova politica».

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