Riordino: Brucchi a Roma "strappa" una speranza per il capoluogo

TERAMO – Sul decreto di riordino della Province il sindaco Maurizio Brucchi, non ha strappato un impegno, ma almeno la speranza su una revisione dei criteri per mantenere il ruolo di capoluogo e sulla riorganizzazione degli uffici. Su questi punti, oltre che sulla decadenza degli organi provinciali a fine legislatura ( invece che nell’immediato) si è trovato un punto di accordo che punta a un ulteriore approfondimento nelle sedi proposte. E’ quanto emerso questa mattina a Roma dove si è recato i sindaco Brucchi, insieme ai sindaci di Asti, Mantova, Crotone e Pavia, in rappresentanza dei 35 territori italiani cancellati dal decreto sulla Spending Review. La delegazione ha incontrato i capigruppo del senato di Pd e Pdl, La Torre e Gasparri, e i relatori Bianco e Santamartini per discutere del provvedimento che per Brucchi riceverà la fiducia del Governo anche in assenza di una volontà politica definita. "I parlamentari a seconda delle istanze recepite dai diversi territori avranno molta discrezionalità, diverse sono infatti le posizioni diverse all’interno degli stessi partiti -. ha detto il sindaco maurizio Brucchi-. Resta il fatto che per noi questa legge è un pasticcio così come rivendico la mia contrarietà alle posizioni dell’Anci e dell’Upi che durante il confronto col Governo si sono dichiarati favorevoli al via libera del Ddl, pur con alcune riserve. Io non mi sento rappresentato dall’Anci". Il passo successivo adesso consiste nella redazione di un unico documento da parte dei 35 capoluoghi cancellati dal riordino. "Vedremo cosa succede in questi giorni e valuteremo da qui a una settimana se tornare a protestare a Roma".

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