Otto anni e 2 milioni di danni per l'assalto al blindato

ROMA – Otto anni di reclusione e oltre due milioni di euro di risarcimento alle cinque parti civili. E’ la richiesta di condanna che il pubblico ministero romano ha chiesto nei confronti dei cinque imputati teramani accusati di aver partecpato all’assalto al furgone blindato dei carabinieri nel corso degli scontri tra forze di polizia e black-bloc, il 15 ottobre dello scorso anno a Roma. Secondo la procura romana, Davide Rosci, Mauro Gentile, Mirco Tomassetti, Marco Moscardelli e Cristian Quatraccioni (difesi dagli avvocati Filippo Torretta e Nello Di Sabatino), ebbero parte attiva, nella "Giornata dell’indignazione" negli scontri di piazza, e devono rispondere di resistenza pluriaggravata, devastazione e saccheggio. Questa mattina il rappresentante dell’accusa ha chiuso la requisitoria calcolando dalla pena di partenza di 12 anni di reclusione la sua richiesta di 8 con lo ‘sconto’ del rito abbreviato. Le parti civili hanno fatto le richieste di risarcimento: il Comune di Roma ha chiesto 900mila euro per i danni alla città, l’Ama (l’azienda della nettezza urbana) 300mila per i cassonetti, l’Atac (trasporti pubblici urbani) 500mila, l’Avvocatura dello Stato ha chiesto al giudice di quantificare il danno ricevuto dalle forze dell’ordine, mentre il difensore del carabinieri ferito e fuggito dal blindato in fiamme, ha avanzato richiesta di 50mila euro a testa per i cinque imputati. Nel pomeriggio sono previste le arringhe delle difese, ma la sentenza è probabile che slitterà.

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