Utenti vessati dalle società di recupero crediti: l'allarme dell'associazione "Robin Hood"

TERAMO – Boom di società di recupero crediti: l’associazione in difesa dei consumatori “Robin Hood” lancia l’allarme. «Nel corso di quest’anno – spiega il presidente dell’associazione Pasquale Di Ferdinando –abbiamo notato un’espansione di queste società: se, prima, erano utilizzate solo dalle grandi compagnie internazionali, adesso, invece, anche le piccole realtà fanno ricorso a questi metodi, che spesso risultano vessatori per gli utenti». Tante le denunce che sono arrivate all’associazione, che sta preparando un maxi ricorso all’Antitrust e al Garante della privacy. «Ci sono diversi aspetti che non vanno – sottolinea Di Ferdinando – da un lato registriamo il comportamento poco corretto da parte delle grandi compagnie telefoniche, che, già dopo 10 giorni, inviano solleciti di pagamento, spesso in maniera poco trasparente: ci sono stati segnalati molti casi di call center che si spacciavano per studi legali, oppure di inviii massicci di lettere di sollecito, con atteggiamenti che possono definirsi vessatori e addirittura illegali». I casi che sono stati segnalati all’associazione sono molteplici: alcuni cittadini hanno denunciato agenti di società private di riscossione crediti che si sono presentati a casa spacciandosi per ufficiali giudiziari o che hanno minacciato telefonicamente azioni di pignoramento. «Spesso – aggiunge Di Ferdinando – queste società recuperano i recapiti telefonici in maniera illecita, chiedendo a vicini di casa o parenti dell’interessato. Purtroppo nella maggior parte dei casi l’atteggiamento degli utenti di fronte a questo tipo di comportamenti è remissivo e di paura, perché temono di avere problemi legali. Io invito tutti a rivolgersi alle associazioni di consumatori: abbiamo già avviato 4 procedimenti penali e stiamo preparando un maxi ricorso all’Antitrust per condotta commerciale scorretta, più saremo e più avremo peso».

I CONSIGLI DELL’ASSOCIAZIONE – L’osservatorio ha messo a punto una sorta di vademecum per gli utenti, con delle informazioni utili per sapere come comportarsi. Innanzitutto le comunicazioni che pervengono senza raccomandata con ricevuta di ritorno non devono essere prese in considerazione, e non si deve rispondere all’agenzia che ha inviato l’avviso. Non bisogna aprire la porta a persone sconosciute che si qualificano come ufficiali giudiziari o che telefonano a casa. Se arrivano lettere con la scritta “Recupero crediti” che presentano una “finestra” in cui è possibile leggere parte del contenuto o se arrivano telefonate a numeri che non sono stati forniti direttamente dall’utente (o non sono presenti sugli elenchi telefonici) bisogna rivolgersi al Garante della privacy. Infine le società di recupero crediti non possono (a meno che non  ci sia stata cessione del credito) esigere nulla, e soprattutto non possono avviare procedure di pignoramento presso i tribunali.

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