Alta velocità, l'Abruzzo a rischio di esclusione

TERAMO – L’Alta velocita’ non abita in Abruzzo. E’ l’allarme lanciato dalla Cna abruzzese, all’indomani della notizia – pubblicata questa mattina su alcuni organi di stampa – secondo cui la principale compagnia privata italiana, la Ntv, titolare di "Italo Treno" avrebbe inserito la stazione di Ancona tra le sue prossime destinazioni. "In questo modo, senza una decisa e rapida iniziativa istituzionale sostenuta da tutte le forze sociali della regione – afferma il presidente della confederazione artigiana abruzzese, Italo Lupo – si certifica l’esclusione del nostro territorio dai futuri progetti di investimento nel settore dell’Alta velocita’; e questo sia da parte della principale compagnia pubblica, Fs, che del principale competitore privato, il Nuovo Trasporto Viaggiatori. "Il caso – aggiunge – ha poi un risvolto perfino paradossale. Stando cosi’ le cose, infatti, l’Abruzzo verrebbe estromesso quasi scientificamente dalle strategie di Fs: nei suoi piani d’investimento figura un collegamento del basso versante adriatico direttamente con Napoli e la direttrice tirrenica dell’Alta velocita’, ma lo stesso prolungamento al capoluogo delle Marche degli attuali collegamenti non viene escluso. E ora apprendiamo che anche il principale competitore privato, Ntv, cancella l’Abruzzo dai suoi piani". "Le decisioni che si prenderanno sul tema dell’Alta velocita’ nei prossimi anni – prosegue il presidente regionale della Cna – sono a destinate a pesare sull’intero sviluppo futuro di questi territori. Per questo, nei mesi scorsi, la nostra confederazione ha delineato d’intesa con le nostre associazioni di Marche, Molise e Puglia, una strategia comune per riportare al centro dell’attenzione il destino del medio e basso versante adriatico, a rischio di forte penalizzazione sui tavoli che contano. E cio’, soprattutto, per quel che riguarda il capitolo delle grandi infrastrutture come autostrade, ferrovia, porti e aeroporti. "E’ necessario- il presidente regionale della Cna – che l’Abruzzo torni a far sentire il proprio peso istituzionale in tutti gli scenari in cui si assumono decisioni vitali per il destino del nostro territorio, prima che sia troppo tardi".

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