L'intervista di Natale/ Brucchi: «Sarà un altro anno di lacrime e sangue»

TERAMO – Un Natale di sacrifici fatti e di nuovi sacrifici da affrontare, ma con l’augurio ai teramani di non darsi per vinti. Le ultime riflessioni del 2012 del sindaco di Teramo e gli auguri alla Città di Maurizio Brucchi nell’intervista di Natale a www.emmelle.it.

Sindaco che anno è stato il 2012?
Un anno difficile da affrontare come sindaco: pieno di scelte dolorose dettate dalla crisi e di tagli pesantissimi da parte del Governo che abbiamo dovuto arginare col bilancino per non compromettere i servizi erogati alla scuola e per il sociale. Da quando sono in politica, cioè dal 1999,  credo che questo sia stato senza dubbio l’anno peggiore. Mi conforta che questa amministrazione sia stata capace di gestire un momento delicato rimanendo compatta. Gli assessori hanno accettato i tagli alle rispettive deleghe con senso di responsabilità, non abbiamo dovuto ricorrere ad anticipazioni di cassa, gli stipendi sono stati sempre garantiti e anche il regolamento dell’Imu ha tenuto in considerazione i problei delle fasce più sensibili.

Quale preoccupazione porta con sè nel 2013?
Mi rammarica che il prossimo anno si preannunci uguale se non peggiore a quello che ci lasciamo alle spalle. Sappiamo che i tagli saranno più sanguinosi e affrontare un bilancio di previsione con 3 milioni e mezzo di debiti mi preoccuopa. Faremo una disamina di tutte le voce di spesa, ma temo per il livello dei servizi che finora abbiamo garantito tagliando tutte voci possibili. Cercheremo di salvaguardarli, chiuderemo un occhio su qualche manutenzione in meno, ma sono preoccupato.

Cosa porterà in regalo ai teramani entro la fine del suo mandato?
Il completamento definitivo del Lotto Zero.

Cosa vorrebbe che i teramani trovassero sotto l’albero?
Ai teramani auguro che possano trovare un po’ di serenità, anche se l’ultima rata del 17 dicembre dell’Imu non ha aiutato di certo. Sono conscio che il momento è difficilissimo, ma mi auguro che i teramani possano trovare un pizzico di ottimismo e determinazione che serve a guardare il bicchiere mezzo pieno. E’ vero che la crisi rende tutto più difficile però se c’è un aspetto positivo è che il rigore dettato dalle difficoltà economiche ci restituisce un Natale meno concentrato sull’aspetto del consumismo sfrenato e più orientato al recupero della spiritualità. In fin dei conti il Natale dovrebbe essere sempre questo.

Un sorriso o qualche rimbrotto da rivolgere alla sua squadra?
Nessuno in particolare. E’ un’amministrazione vivace e in più di un’occasione ci sono stati confronti animati e posizioni distanti com’è normale quando ci sono 26 teste pensanti. Ma la maturità con cui si è sempre raggiunta una sintesi mi rende orgoglioso. Non era facile con i sacrifici che abbiamo chiesto.

Qual è il regalo che ha ricevuto e che ha apprezzato particolarmente?
Si, ho ricevuto dei doni tutti graditi e apprezzati in egual misura. Piuttosto vorrei fare una considerazione: invito, chi ne ha le possibilità, a fare tanti regali. E’ bene che l’economia non si fermi, per cui è giusto che chi ha la capacità economica per farlo spenda.

Come festeggia il giorno di Natale e quello del Capodanno?
Trascorrerò sia la vigilia che il Natale in casa con i familiari. La sera del 24 mi dedicherò alla cucina visto che amo cucinare il pesce. Trascorrerò in casa anche il Capodanno ma farò il brindisi in piazza Martiri con i teramani e seguirò con loro lo spettacolo allestito per dare il benvenuto al 2013.

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