Teramo Nostra: «Il Coni regionale a Teramo»

TERAMO – Il nuovo anno porta un altro inglorioso taglio: scompare il Comitato provinciale del Coni, che verrà accorpato all’Aquila. Un altro pezzo di storia della città che se ne va, quella città che allo sport anche grazie al Coni, aveva ottenuto anche un impianto di alto livello per l’atletica leggera, oggi Camposcuola. E tutto avviene, come spesso è accaduto in questa città per altre realtà istituzionali e di servizio, nel completo disinteresse. C’è invece Teramo Nostra che lancia l’appello alla salvaguardia del Coni provinciale, proponendo una via d’uscita per "meriti sportivi": localizzare a Teramo la sede del Comitato regionale della struttura olimpica sportiva. «L’antica storia dello Sport teramano interdisciplinare nei vari settori in cui questo ha eccelso a livello nazionale e internazionale» è uno dei motivi principali perchè Teramo potrebbe pretenderlo. L’elenco, secondo Teramo Nostra, è lungo: essere stata culla di campioni olimpionici del basket come Corrado Pellanera, per il pugilato Guido Martella, campione mondiale universitario neo pesi piuma, Anselmo Silvino, campione mondiale nel sollevamento pesi e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Monaco 1972, Raffaella Del Vinaccio, campionessa mondiale del pattinaggio, Guido Taraschi nell’atletica, Franco Chionchio e Settimio Massotti nella pallamano,  Dino Lanciaprima e Carmine Rodomonti nel calcio e tra gli arbitri, Berardo Taraschi, campione automobilistico, inventore e costruttore di potenti macchine da competizione, Scacchioli e D’Alessandro, campioni mondiali nelle bocce. A sottolinearne la idoneità, ci sono anche gli impianti: Teramo ospitò in Abruzzo la prima palestra coperta con i crismi regolamentari, la Casa dello Sport (ex GIL), dove lo stesso Primo Carnera, campione mondiale di Pugilato, venne ad allenarsi negli anni Trenta. «Confidiamo nell’impegno dei politici per fare questa richiesta – sostiene l’Associazione Teramo Nostra -, affinché i cittadini non si sentano defraudati ulteriormente e possano avere fiducia nel loro ruolo».

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