Brucchi propone una "cura dimagrante" per il Braga. Teramo Lavoro, da oggi dipendenti a casa

TERAMO – Futuro a rischio per l’istituto musicale “G. Braga”: Provincia, Regione e Comune  hanno convocato per venerdì un tavolo tecnico. «Se esce la Provincia – afferma il sindaco Maurizio Brucchi – va via il maggior investitore, una perdita importante per il Braga che potrebbe rischiare la chiusura: perderemmo così una realtà storica e di prestigio, e i teramani che desiderano studiare musica sarebbero costretti ad andare a L’Aquila». Dopo l’annuncio del taglio dei fondi della Provincia, la cui entità, ha affermato il presidente Valter Catarra, resta ancora da decidere, specificando inoltre che la Provincia non può più essere il principale finanziatore,  e la riduzione dei contributi da parte della Regione, (da 500 mila a 250 mila euro), il Braga avrebbe bisogno di un nuovo sostenitore, come ad esempio la Fondazione Tercas. «Potrebbe essere una strada da seguire, ma il Braga dovrà rivedere tutta la sua struttura,  per limitare il più possibile i costi di funzionamento, tagliando in primis le sedi distaccate». Il Comune, che mette a disposizione, oltre alla sede anche 150 mila euro tra contributi ed utenze, non può infatti aumentare il budget da destinare al Braga. «Sono certo – conclude il sindaco – che il nuovo presidente Luciano D’Amico saprà darsi da fare per salvare questa realtà prestigiosa».

PRIMO GIORNO SENZA I DIPENDENTI DI TERAMO LAVORO: DISAGI NEGLI UFFICI

La Provincia, da oggi, deve fare a meno degli oltre cento dipendenti della società in house, ai quali non sono stati rinnovati i contratti in scadenza, perché la Provincia, a causa dei tagli confermati dalla legge di stabilità, è stata costretta a non reiterare le convenzioni. L’impatto più evidente è sui Centri per l’Impiego; nel capoluogo, in particolare, da questa mattina, c’è la fila davanti agli sportelli. Ma, naturalmente, si rilevano disagi e difficoltà in numerosi settori dell’ente, tanto che il  presidente Valter Catarra insieme all’assessore al Lavoro, Eva Guardiani, sta valutando un’ipotesi di riorganizzazione riguardante tutti e cinque i Centri: dalla sospensione dei servizi specialistici assicurati da figure professionali fornite dalla Teramo Lavoro, alla riduzione degli orari di sportello fino all’accorpamento di alcuni di essi.  A Teramo, in particolare, l’assessore Guardiani ha proposto di chiudere il Centro di via Campana e di trasferire i servizi in via Taraschi. “Nella sede dell’Assessorato, in via Taraschi, soprattutto con la scadenza dei contratti della Teramo Lavoro, possiamo recuperare ad uso utile molte stanze – afferma Guardiani -. Inoltre vi sono dipendenti del settore che possono coadiuvare i loro colleghi del Centro per l’Impiego. Risparmiamo gli oltre quattromila euro di affitto al mese, utilizziamo locali vuoti, razionalizziamo l’organizzazione del personale a tempo indeterminato e, soprattutto, garantiamo i servizi essenziali con il minor disagio possibile agli utenti». Intanto i servizi specialistici dei Centri per l’impiego sono stati sospesi. «In questa assurda guerra alle Province il Governo non ha calcolato gli enormi costi sociali delle sue azioni – afferma il presidente Catarra – da oggi in molte Province italiane è il caos e non solo per i Centri per l’Impiego. Le decisioni che abbiamo dovuto assumere negli ultimi giorni non hanno precedenza nella storia dell’ente e le conseguenze e gli effetti negativi si cominceranno a misurare in tutta la loro drammaticità nei giorni a venire». Il riferimento è anche alle decisioni assunte a maggioranza nel Consiglio dell’ultimo dell’anno.  E’ stato deliberato di avviare immediatamente le procedure di dismissioni per le seguenti società:  Borghi scarl; il Centro Ceramico Castellano; la Socart società consortile artigiani; il Consorzio Alfa; la Banca Etica. Deliberata anche la revoca delle partecipazioni in altri organismi: Museo dello Splendore di Giulianova; Area Marina Torre del cerrano; Associazione Culto e Cultura; Teatro stabile abruzzese; Società dei Concerti “Riccitelli”; Coordinamento Agenda 21; Associazione delle Città Strategiche; Unione province d’Abruzzo; Lega delle Autonomie. Un pacchetto che pesa, economicamente, circa 400 mila euro. Discorso a parte, oltre che per il Braga, anche per l’Ente Porto di Giulianova. La Provincia ha infatti deciso di non uscire dall’Ente Porto ma ètornata a chiedere la trasformazione da Ufficio circondariale a Capitaneria.

 

 

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