L'assessore Marchese: «Se i dirigenti sbagliano, devono pagare»

TERAMO – «Chi sbaglia paga». E’ questo il commento dell’assessore al Personale Mirella Marchese in merito al Regolamento sui controlli interni approvato oggi in Consiglio comunale. Un Regolamento che è imposto dalla legge “anticorruzione” (la 213 del 2012) e che va nell’ottica di ampliare la trasparenza sull’operato della Giunta ma anche su quello dei dirigenti, prevedendo controlli sia sulle delibere che sulle determine. Ad effettuarli sarà un organismo composto dal Direttore e dal Segretario generale dell’Ente, dai responsabili dei servizi, dai componenti del Nucleo di valutazione dell’Ente e dal Collegio dei revisori. I controlli verranno effettuati a campione sul 5% degli atti, in particolare quelli che prevedono esborsi superiori a 20 mial euro, e saranno sottoposti anche all’ulteriore esame della Corte dei Conti. «Uno degli aspetti più significativi – spiega l’assessore – oltre alla valutazione della regolarità amministrativa, contabile e gestionale degli atti è che viene di fatto aumentata la trasparenza dell’operato dei dirigenti, che dovranno relazionare sugli obiettivi raggiunti in relazione agli scopi prefissati e che in base a questi elementi potranno percepire o meno l’indennità di risultato». Il centrosinistra ha proposto 5 emendamenti, di cui 4 sono stati approvati. «Avevamo chiesto – spiega il consigliere del Pd Gianguido D’Alberto – che anche i consiglieri potessero far parte dell’organismo di controllo. Inoltre abbiamo sottolineato come in passato il Peg, ossia il Piano esecutivo di gestione, che indica gli obiettivi e gli strumenti necessari per conseguirli,  stato approvato con un notevole ritardo, vanificando, di fatto, la sua reale utilità».

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