Gli universitari: «Siamo con Davide Rosci, condanna ingiusta»

TERAMO – Perplessità esprime l’Unione degli Universitari Teramo per la sentenza che ha visto infliggere una condanna a 6 anni per i cinque ragazzi teramani accusati delle devastazioni avvenute a  durante una manifestazione nazionale tenutasi a Roma e che vede tra gli stessi Davide Rosci. «Nessuno vuole giustificare la violenza di quei giorni ma, di fatto, questi ragazzi sono stati condannati da una legge del 1930 (c.d. Codice Rocco) ancora in vigore, in un periodo in cui, lo ricordiamo, l’Italia era governata dalla dittatura di Mussolini. Certo sarà necessario leggere le motivazioni della sentenza per dare un giudizio ma ci sembra singolare che si possa condannare Davide Rosci a 6 anni di reclusione per aver avuto la colpa di essersi trovato nei pressi del fatto incriminato”. Gli universitari, nella nota diffusa, tratteggiano poi la figura di Davide Rosci, conosciuto nel mondo universitario come organizzatore “di una delle più grandi manifestazioni pacifiche  contro la precarietà del lavoro che si ricordi a Teramo e che aveva come striscione d’apertura “vogliamo un mondo all’altezza dei nostri sogni”. “Un ragazzo che ha appoggiato e continua ad appoggiare la nostra battaglia per rendere Teramo città universitaria –prosegue la nota – affinchè Teramo possa continuare ad avere una realtà universitaria. “E’ una condanna che serve da monito? – domandano gli universitari -. Dobbiamo avere timore di partecipare a una manifestazione? Come cittadini che credono nella democrazia e nella Costituzione Italiana non possiamo accettare tutto questo. Noi siamo con Davide che per combattere questa ingiustizia ha deciso di intraprendere come forma di protesta lo sciopero della fame e della sete, seppur preoccupati per la sua salute,  e siamo con Davide perchè sta per l’ennesima volta combattendo una battaglia che ha un solo scopo: “un mondo all’altezza dei propri sogni”. Mediatiamo se questo è reato».

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