Gli ingegneri: «Affidamenti per la ricostruzione illegittimi»

TERAMO – «Una vittoria della legalità e della moralità». Così il presidente provinciale dell’Ordine degli ingegneri Alfonso Marcozzi commenta la sentenza della Corte europea del 19 dicembre scorso che ha stabilito l’illegittimità degli incarichi sui Piani di ricostruzione nei Comuni del cratere affidati direttamente alle Università senza bandi di evidenza pubblica. Una situazione già denunciata a suo tempo dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Teramo. «L’80% degli incarichi  – spiega Marcozzi – è stato affidato in maniera diretta, ad università abruzzesi e non, con costi dal 30 al 40% in più: se infatti si fosse seguita la procedura standard, ossia la gara, ci sarebbe stata maggiore concorrenza e ribassi d’asta. Ci sono anche dei Comuni, a cui va il nostro plauso, che hanno scelto di seguire le regole e che hanno scontato dei ritardi, ma oggi sono stati ripagati con questa sentenza». Secondo l’Ordine degli ingegneri, sono stati affidati in maniera diretta incarichi con importi molto sostanziosi, anche 500 mila euro e talvolta anche senza copertura finanziaria. «Si parla – conclude Marcozzi – di affidamenti complessivi per circa 20 milioni di euro, non di poco conto quindi». Gli ingegneri citano come caso-limite quello del Comune di Arsita: dove per poche case colpite dal sisma è stato presentato un piano di ricostruzione realizzato da più soggetti, Cnr, Enea e Università. La sentenza ha riguardato anche le società in house, come ad esempio la "Teramo lavoro" stabilendo che possono svolgere servizi solo per l’Ente da cui dipendono (in questo caso la Provincia) e non per terzi.

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