Omicidio-suicidio fallito: sono gravissimi

MONTESILVANO – Tentativo di omicidio-suicidio, la scorsa notte, a Montesilvano, dove un uomo di 68 anni, probabilmente per questioni di gelosia, ha cosparso il suo corpo e quello della compagna 65nne di liquido infiammabile, per poi appiccare il fuoco mentre si trovavano in ascensore. Ora sono entrambi in condizioni gravissime: lui è ricoverato all’ospedale di Pescara e lei al Centro grandi ustioni di Roma. L’episodio è avvenuto poco dopo la mezzanotte in via Garonna. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l’uomo – in passato era stato denunciato dalla compagna per atti persecutori – avrebbe prima minacciato la donna con un coltello e poi utilizzato il liquido infiammabile. Le fiamme hanno provocato una deflagrazione che ha divelto le porte dell’ascensore. Ad allertare i soccorsi sono stati gli inquilini della palazzina. I vigili del fuoco al loro arrivo hanno trovato due corpi semicarbonizzati, ma i due erano ancora vivi. Soccorsi dal 118, hanno riportato ustioni di terzo grado su oltre il 50 per cento del corpo. Del caso si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, che stanno cercando di ricostruire l’accaduto.

Evacuate 16 famiglie per un’ora. Dopo l’incendio, per verificare le condizioni strutturali della palazzina i vigili del fuoco del distaccamento di Montesilvano sono stati costretti ad evacuare 16 famiglie per circa un’ora. Fatta eccezione per l’area dell’ascensore, comunque, l’immobile non ha subito danni. L’uomo a inizio dicembre aveva già tentato il suicidio nell’appartamento della donna, lo stesso in cui si è verificato l’episodio della scorsa notte. La 65enne però era riuscita a salvarlo e ad allertare in tempo i soccorsi. In quell’occasione i militari dell’arma avevano accertato che il 68enne costringeva la donna a portare avanti la relazione contro la sua volontà, denunciandolo perciò per violenza sessuale e atti persecutori. In queste ore i carabinieri della compagnia di Montesilvano sono al lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti. Nell’ascensore i militari hanno trovato un coltello da cucina, utilizzato probabilmente per minacciare la donna, e due bottigliette in cui era contenuto il liquido
infiammabile. Non è chiaro se i due stessero raggiungendo l’appartamento della donna insieme o se l’uomo stesse aspettando da solo la compagna che rientrava in casa. Gli inquilini del palazzo si sono accorti di quanto stava accadendo dopo aver sentito la 65enne urlare e, una volta viste le fiamme, hanno cercato di spegnere il rogo con delle bottiglie d’acqua, fino all’arrivo dei vigili del fuoco.

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