Teramo lavoro, i sindacati avanzano soluzioni alternative

TERAMO – Le “voci” sulla presunta liquidazione di Teramo Lavoro e del ricorso a una “long list” per nuove assunzioni da affettuare per scongiurare la paralisi dei servizi, non rassicurano Cgil e Cisl impegnati a tutelare gli interessi dei 110 lavoratori rimasti a casa. “L’amministrazione provinciale sta scaricando la Teramo lavoro? – chiedono i sindacati in una nota -. Se di questo si tratta, la Provincia deve prima onorare gli impegni economici con i lavoratori: stipendi arretrati, Tfr, pagamento delle ferie non godute. “Se la volontà dell’amministrazione fosse realmente questa – proseguono i sindacati – riteniamo che ci siano soluzioni alternative: reinternalizzare i servizi all’impiego e, conseguentemente i 67 lavoratori, riassorbire gli altri 43 adibiti ai servizi propri dell’Ente nell’altra società in house della Provincia, la Agena”. I fondi necessari, secondo Cgil e Cisl, ci sono e sono stati già stanziati 800mila euro dalla Regione Abruzzo destinati ai centri per l’impiego della provincia e 200mln di euro che la legge di stabilità riassegna alle province. Cifre alla mano, i responsabili della Funzione Pubblica di Cgil e Cisl, Monia Pecorale e Fabio Benintendi, evidenziano alcuni 2paradossi: “600 mila euro sono stati rimandati indietro dall’assessorato provinciale al lavoro per l’impossibilità di portare avanti le attività in mancanza dei lavoratori e delle lavoratrici, il non utilizzo delle risorse legate ai Piani di assistenza individualizzati (800mila euro) non vincolate e quindi, destinabili al pagamento di una parte delle ore non retribuibili dal fondo stanziato dalla Regione Abruzzo”. “Ogni giorno – proseguono i sindacati – la Provincia perde soldi ed è lontana dai cittadini. Nessuna risposta ai cittadini e alle ditte infatti che volessero rateizzare le cartelle esattoriali in un momento di crisi come quello attuale”. I sindacati annunciano che metteranno in campo tutte le azioni utili per garantire i livelli occupazionali, i servizi alla cittadinanza e il pagamento delle spettanze dovute coinvolgendo anche le associazioni che hanno espresso vicinanza e solidarietà alla 110 famiglie. I sindacati, che annunciano di volere un incontro urgente alla Procura della Repubblica di Teramo e la Guardia di Finanza promettono nuovi presidi di protesta e azioni rivendicative, a partire dal prossimo consiglio regionale che si terrà il prossimo 22 gennaio.

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