Chiodi minaccia le dimissioni: «Il Pdl in Abruzzo rischia la debacle». Giunta, sindaci e consiglieri guidano la rivolta

TERAMO – Teramo rischia di restare senza candidati alla Camera e al Senato nelle liste del Pdl: e il Governatore Gianni Chiodio minaccia di uscire dal partito e domattina di non tenere il consiglio regionale. Sono ore di fuoco quelle che sta vivendo il partito di Berlusconi per via delle candidature a Camera e Senato, imposte ancora una volta dall’alto. Il quadro su cui si sta litigando al momento è questo: Alfano capolista alla Camera con Sabatino Aracu al secondo posto, Paola Pelino al terzo e il nuovo acquisto Antonio Razzi ex Idv; al Senato con Berlusconi capolista ci sono Quagliariello al secondo posto e Piccone al terzo. Posizioni utili e alcune di esse ‘blindate’ che non prendono in considerazione rappresentanti teramani ed escludono il senatore uscente Paolo Tancredi da posizioni utili per l’elezione. E la bufera è in atto. Chiodi sta discutendo a Palazzo Grazioli dove è in corso un faccia a faccia pesante, senza esclusione di colpi.

Chiodi: «In Abruzzo il Pdl rischia la debacle». Il Pdl rischia "una forte debacle elettorale, conseguenza di una composizione delle liste non autorevole": così il presidente della Regione Abruzzo, il pidiellino Gianni Chiodi, commenta le indiscrezioni sulla formazione delle liste per le elezioni politiche in Abruzzo, trapelate dal conclave dei vertici del Pdl riunito a Roma. "Così non va proprio bene – dice – se la situazione non si recupera e non si ravvedono, prenderemo altre strade". "E’ un’operazione inaccettabile – aggiunge – l’Abruzzo merita una considerazione sufficiente per quanto ha fatto e quanto ha saputo esprimere". Sottolinea poi che non parla a
nome personale, ma anche della maggioranza del Pdl in Consiglio regionale e di altri esponenti del partito, ad esempio il senatore uscente Paolo Tancredi, per giorni dato per candidato in un posto utile, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, e sindaci di capoluoghi di provincia.

E’ spaccatura con i vertici romani. L’intervento di Chiodi ufficializza la spaccatura tra buona parte del Pdl in Abruzzo e i vertici romani. Il presidente, a Roma da giorni per seguire le operazioni, è insorto perdendo il proverbiale aplomb e pronunciando parole molto dure di fronte alle ipotesi che vogliono al Senato candidati di cui abbimo riportato sopra. E’ bufera in particolare sulla presenza di Antonio Razzi, originario di Giuliano Teatino emigrato in Svizzera, eletto nelle file dell’Idv nella circoscrizione estero-Europa, passato al centrodestra con Noi Sud e finito nella bufera per aver accusato Berlusconi di compravendita di parlamentari per poi passare nelle sue fila. Secondo quanto si è appreso, nelle liste abruzzesi sarebbe in lizza in Abruzzo anche Domenico Scilipoti, ex Idv passato nella fila berlusconiane. "Ho rappresentato stamani direttamente a Berlusconi l’inaccettabile questione, della quale il presidente non era a conoscenza" ha detto ancora Chiodi. Per contestare le scelte del tavolo nazionale è arrivato a Roma anche un documento del capogruppo in Consiglio regionale abruzzese, Lanfranco Venturoni, corredato da una raccolta di firme.

Gli amministratori (tra cui Brucchi) non sosterranno i candidati. Minacciano di non sostenere "alcuna campagna elettorale a sostegno di candidati scelti" senza rispettare i criteri di liste "pulite e di qualità": gli amministratori abruzzesi del Pdl in un appello urgente dicono a Berlusconi "che la parte migliore del partito non è assolutamente rappresentata da nessuno dei signori proposti finora", persone già state in Parlamento, "che hanno problemi con la giustizia" o non sono abruzzesi. E gli chiedono di "riaprire il dialogo" con il governatore Chiodi. La "comunicazione urgente per il presidente Silvio Berlusconi", al quale si chiede "una scelta di coraggio", è sottoscritta da Giunta regionale d’Abruzzo, consiglieri regionali del gruppo Pdl, sindaci di Pescara, Chieti e Teramo ed eletti negli stessi comuni, presidenti delle Province e coordinatori provinciali e cittadini. Scrivono nella lettera, inviata per conoscenza ad Angelino Alfano: "Il nostro partito ha tutte le carte in regola, a partire dal suo leader autorevole e forte, e merita di vincere la prossima sfida elettorale. Non le nascondiamo, però, il nostro totale dissenso rispetto alle indiscrezioni" sulle candidature. "L’Abruzzo ha avuto la fortuna di essere guidato in questi anni da Gianni Chiodi, il miglior presidente che questa Regione abbia mai avuto" prosegue la lettera. "In Abruzzo vi sono tante persone che lavorano a stretto contatto con i cittadini, per portare avanti valori e politiche del nostro partito. Il consenso consolidato in questa direzione non può essere pregiudicato da scelte di palazzo che non rispecchiano la volontà dei cittadini e non hanno collegamento con i territori, anche in considerazione delle prossime elezioni regionali".

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