Rifiuti teramani "economici" rispetto al resto d'Italia

TERAMO – In Italia la gestione dei rifiuti meno funziona e più la si paga, e le tariffe sono fuori controllo, almeno secondo uno studio condotto da "CittadinanzaAttiva": negli ultimi 5 anni, aumenti record a Salerno (+97,7%), Reggio Calabria (+96,3%), Napoli (+79,5%), Roma (+53%), Imperia (+41,4%). E in altre 10 città gli incrementi superano il 30%. Teramo sfugge a questi primati negativi, così come gli altri capolughi abruzzesi, visto che l’ultimo dossier presentato dal movimento in difesa dei cittadini, vede il nostro capoluogo tra i primi tre Comuni più "economici d’Italia" in regime Tia oltre a un sistema efficente di raccolta. Secondo il rapporto infatti in media, in un anno , una famiglia-tipo italiana spende 246 euro per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, mentre a Teramo la spesa si aggira sui 217 euro. Risultati che incoraggiano il sindaco Maurizio Brucchi fiducioso anche sull’impatto della Tares, ma decisamente impensierito per le economie della Team, Se infatti da un lato è vero che con il nuovo regime Tares, gli aumenti saranno impercettibili (Brucchi stima uno 0,3%), è anche vero che si annuncia un periodo di sofferenza per la municipalizzata visto che il Governo ha fatto slittare l’emissione delle bollette alla prossima estate. Questo significa che fortunatamente le prime cartelle verranno recapitate ai cittadini teramani non prima di agosto, ma significa anche per la Team dover garantire servizi senza introitare fondi. Equilibri economici difficili dunque, e che a maggior ragione spingono l’amministrazione comunale a pensare ai progetti ecocompatibili, ma soprattutto economicamente più leggeri. E’ il caso ad esempio dell’impianto di riciclo totale della frazione secca (entro gennaio il sindaco presenterà il progetto alla Regione per il finanziamenro insieme ai partner per il "modello Vedelago"), ma anche del biodigestore per lo smaltimento della frazione organica. "Al momento il progetto del biodigestore è appannaggio dei Comuni del Cirsu, di cui però sono note le difficoltà – ha detto il sindaco Maurizio Brucchi. – Ho tuttavia rappresentato all’assessore Di Dalmazio di essere pronto a portare avanti il progetto di un biodigestore per i Comuni del Mote qualora il Cirsu non possa avere le condizione per portarlo a termine. Un impianto di questo tipo in località Terrabianca, insieme al recupero del materiale indifferenziato, ci consentirebbe di assorbire notevolmente i costi di smaltimento dei rifiuti organici, ma anche di completare il ciclo dei rifiuti e di alleggererire il peso in bolletta. La politica di spingere sulla raccolta differenziata ha dato i suoi frutt- ha concluso il sindaco – così come ha pagato la scelta di rimanere in regime Tia. Ora il passo successivo è quello degli impianti, e sono determinato a portarli a compimento i progetti".

Leave a Comment