I sindaci della montagna protestano contro la chiusura della Guardia medica

TERAMO – Dopo le proteste del vicesindaco di Montorio Alfredo Nibid sulla chiusura della postazione di guardia medica a Fano Adriano, anche il consigliere provinciale Mauro Sacco prende posizione. «La deliberazione del  7/01/2013 adottata dalla Asl di Teramo sulla riorganizzazione delle sedi di Guarda Medica della Regione Abruzzo, ossia sulla soppressione delle sedi di Guardia Medica nella maggior parte dei comuni montani, è un ulteriore colpo letale al diritto alla salute dei cittadini residenti in quei territori». Sacco annuncia che i sindaci e gli amministratori del territorio sono sul piede di guerra e se la Regione non desisterà da questa decisione «adotteremo tutte le misure ed iniziative di contrasto al fine di riportare a questi cittadini il sacrosanto diritto alla salute che questa Giunta Regionale vuole proditoriamente togliere». Già lo scorso anno, sottolinea Sacco, i cittadini dei Comuni montani hanno dovuto assistere a tagli del 118 con la riduzione del servizio alle sole ore diurne e l’assenza di un medico a bordo dell’ambulanza. «A ciò – sottolinea Sacco – si aggiunge questa ulteriore privazione siamo di fronte ad un vero e proprio tentativo di scippo del diritto alla salute di questi cittadini. É facile riempirsi la bocca del quasi rientro del debito della Sanità da parte di Chiodi e dell’ ex (si fa per dire) Assessore alla Sanità Venturoni,  se poi tutto questo si riverbera ineluttabilmente sulla pelle dei poveri cittadini delle zone montane già ampiamente vessati e bersaglio di uno storico retaggio negativo economico-sociale». Sacco, che afferma di parlare anche rifacendosi alla sua esperienza di medico di base, riporta un esempio concreto: «se malauguratamente un cittadino dovesse essere colpito da un edema polmonare e per avere un soccorso medico deve attendere oltre 45 minuti (tempo necessario per coprire la distanza tra il Pilone di Castel Castagna e Casale S. Nicola della neo accorpata sede di Isola del Gran Sasso, o tra Montorio e Ortolano della neo accorpata sede di Montorio), credo che le probabilità di salvare la propria pelle siano uguali allo zero».

 

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