«No ad un ulteriore ridimensionamento degli agenti di polizia a Castrogno»

TERAMO – Gli agenti di polizia penitenziaria sono in agitazione: domani il coordinamento provinciale Uil Penitenziari di Teramo, insieme agli altri coordinamenti provinciali e regionali, organizzeranno un sit-in di protesta davanti al Provveditorato regionale dell’amministrazione di Pescara.  «Si profila un ulteriore ridimensionamento dell’organico di Polizia penitenziaria a Castrogno in vista dell’imminente apertura del nuovo reparto penale presso la Casa circondariale di Pescara», afferma il coordinatore provinciale della Uil Pa Penitenziari Paolo Lezzi. In sostanza, in vista dell’apertura del nuovo padiglione penale presso la casa circondariale di Pescara, l’amministrazione penitenziaria ha deciso che le unità occorrenti, al momento 12, ma secondo gli agenti di polizia penitenziaria arriveranno a 30, verranno prelevate dagli altri istituti penitenziati amministrati dal Provveditorato regionale. Una situazione, che, secondo i sindacati, è improponibile per la casa circondariale di Teramo, che già vive un problema di organico non da poco. «Occorre ricordare – afferma Lezzi – che con apposito Decreto Ministeriale del 2001 il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con atto unilaterale e non condiviso da nessuna organizzazione sindacale, stabilì l’organico della C.C. di Teramo in 203 unità di Polizia Penitenziaria. Oggi invece risultano essere in forza appena 180 poliziotti. Personale insufficiente a garantire tutte le attività necessarie e previste da leggi e regolamenti in vigore, anche in considerazione dell’alto indice di sovraffollamento che investe la Casa Circondariale di Castrogno da molto tempo». La Uil Pa Penitenziaria chiede quindi che il personale necessario per la casa circondariale di Pescara venga reperito dalla graduatoria nazionale o che i poliziotti distaccati siano rimpiazzati da altrettante unità provenienti da fuori regione. «Chiediamo anche – continua Lezzi –la revisione dei criteri già stabiliti, per il distacco di personale dagli istituti governati dal Provveditorato Regionale di Pescara, e che di fatto non tengono assolutamente conto delle condizioni familiari di coloro i quali attendono da tempo di essere assegnati a Pescara ma che, per scelte che contestiamo, potrebbero essere scavalcati nel loro sacrosanto diritto di vedersi più vicini ai loro cari da persone che pur non essendo sposati e non avendo un figlio si ritroveranno nelle condizioni stabilite e che prevedono quali criteri di scelta l’anzianità di servizio nella sede, il giudizio complessivo degli ultimi tre anni e a parità di merito l’anzianità complessiva di servizio».

 

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