Teramo Lavoro, il Pd: "Le soluzioni ci sono, manca la volontà politica"

TERAMO – “E’ mancata la volontà politica di Catarra nella soluzione del problema dei 110 lavoratori della Teramo Lavoro rimasti a casa dal 1° gennaio”. E’ questa in sintesi la posizione del segretario del Pd Robert Verrocchio e del capogruppo Renzo Di Sabatino. Secondo il segretario le soluzioni non mancano: “Per ciò che riguarda i 67 lavoratori dei Centri per l’Impiego si può pensare a reinternalizzare il servizio. Questa operazione non andrebbe assolutamente a pesare sul bilancio della Provincia, perché i fondi sono regionali e dedicati proprio a quel settore, e la Regione ha stanziato 800 mila euro per il 2012. Stesso discorso per i restanti dipendenti, che potrebbero essere internalizzati senza nessun aggravio di costi, perché stiamo parlando di settori che si autofinanziano, oppure si potrebbe pensare ad un loro riassorbimento all’interno di Agena, che potrebbe diventare una società multiservizi”. Drastico il consigliere Di Sabatino che chiede a Catarra di mandare via l’amministratore della società, Venanzo Cretarola, e gli altri dirigenti della società in house. “Perché non mettere a capo della Teramo Lavoro un dirigente della Provincia a costo zero per una fase transitoria? –domanda Di Sabatino – . Una soluzione a portata di mano che consentirebbe da subito di risparmiare notevoli costi. Deve esserci la volontà della Provincia di sedersi ad un tavolo, e finora questa volontà non c’è assolutamente stata. Non è possibile accettare che 110 lavoratori finiscano per strada quando esistono ancora vie perché questo non avvenga. E non si venga a parlare di long list o di interinali, perché con la prima soluzione si andrebbero a danneggiare tanti lavoratori con un notevole bagaglio di esperienza e con la seconda si aumenterebbero solo i costi, oltre ad al fatto che solo una piccola parte potrebbe tornare a lavorare".

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