Elezioni, De Paulis spinge sul riordino dei conservatori e le politiche di genere

TERAMO – L’istituzione di un Piano nazionale delle Politiche di Genere e una risoluzione definitiva relativa alla problematica degli ex Istituti Musicali Pareggiati. Questi i due temi fondamentali che Alessia De Paulis, consigliere comunale di Teramo e delegata Anci alle pari opportunità, ha fortemente voluto fossero inseriti nel documento approvato dall’Ufficio di Presidenza dell’Anci che verrà presentato ai leader delle coalizioni politiche che si presenteranno alle elezioni. "Il primo, quello del Piano per le politiche di genere – afferma De Paulis – affronta il tema delle Pari Opportunità, l’altro, quello degli istituti musicali pareggiati, è un tema molto importante e di grande interesse per il territorio teramano". "Per quel che riguarda il Piano Nazionale delle Politiche di genere – sottolinea – si chiede una particolare attenzione rispetto alla costituzione di uno strumento di programmazione di sistema sulle politiche di genere che comprenda i temi della condizione femminile nel nostro Paese, questo rispetto a temi importanti quali: accesso massiccio e permanenza delle donne al mercato del lavoro; conciliazione tra tempi di lavoro, relazione, di cura parentale, di formazione, di vita sociale e personale e condivisione tra i generi delle responsabilità familiari; promozione della cultura di genere; potenziamento e ampliamento nelle diverse articolazione di servizi educativi, scolastici ed extrascolastici per l’infanzia e l’adolescenza; contrasto alla violenza di genere e al femminicidio; introduzioni di strumenti di valutazione dell’impatto di genere (Bilancio di Genere etc)". "L’altro tema di cui mi sono fatta portavoce – aggiunge – è la richiesta di un riordino complessivo sia dei Conservatori statali che degli Istituti superiori di studi musicali. Su questo argomento l’Associazione è sempre stata molto attenta, infatti negli anni 2011-2012 molte sono state le iniziative, insieme alla Conferenza delle Regioni e all’Upi, al fine di poter risolvere in maniera definitiva – conclude – questo annoso problema che insiste sui 21 istituti presenti nel territorio nazionale".

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