Teramo Lavoro, continuare o chiudere?

TERAMO – Le dimissioni di Venanzio Cretarola dall’incarico di amministratore unico della Teramo Lavoro, apre un quadro di maggiori difficoltà per la società in house oltre a quelle già presenti e note. Ai dubbi circa la prosecuzione dell’attività di gestione dei servizi, a causa del taglio dei finanziamenti, si aggiunge adesso anche il problema della gestione corrente, considerato anche che la società deve riscuotere crediti del precedente piano operativo che ammontano a due milioni di euro. Della questione si occuperà, il prossimo 4 febbraio, la riunione dei capigruppo, convocata su richiesta del presidente Valter Catarra che dovrà riferire ai consiglieri e sottoporre tutte le ipotesi sul futuro della in house. La Provincia deve necessariamente assumere iniziative per rispondere alle esigenze rese note dai dirigenti della carenza di personale e a quelle della prosecuzione di alcuni servizi, tra i quali proprio quelli della programmazione del Fondo Sociale Europeo. per gestire le procedure per gestire questi servizi infatti, il settore Lavoro ha chiesto una decina di unità a tempo indeterminato più specialisti in rendicontazione e progettualità. Occorre sciogliere, inoltre, tutti i nodi giuridici riguardanti la società in house: «Dobbiamo decidere come procedere – afferma a questo proposito il presidente Valter Catarra – sicuramente andrà nominato un nuovo amministratore anche per consentire alla società di concludere la fase in atto e poi dobbiamo decidere se continuare a utilizzarla per la gestione dei servizi strumentali dell’ente. Un’ipotesi che al momento pare sensata visto che, comunque, vantiamo numerosi crediti sia nei confronti della Regione che dello Stato e che una volta che avremo incassato le risorse che sono nostre di diritto potranno ripartire una serie di attività. Ma naturalmente sono cose che dobbiamo verificare con i tecnici».

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