L'abbigliamento frena la crescita dell'export abruzzese

TERAMO – Sono l’abbigliamento sud abruzzese e quello nord, con il loro trend a scendere, a determinare il passaggo in territorio negativo (-11,9% la variazione tendenziale) dei cinque distretti industriali regionali nel terzo trimestre 2012. Lo rileva il Centro studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico nel proprio Monitor dei distretti dell’Abruzzo. Il -30,4% del settore sud e il -11,6% di quello nord non compensano la crescita, comunque confermata, del mobilio abruzzese (+9,7%), dei vini di Montepulciano d’Abruzzo (+9,2%) e della pasta di Fara (3,3%). Torna negativa anche la tendenza del polo ICT dell’aquila (-14,3%); a causa di un consistente aumento di ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria e in deroga e un sensible calo di ore di cig straordinaria. L’andamento delle esportazioni distrettuali dell’Abruzzo segue le performance negative dei distretti dell’area meridionale (-1,9%) e risulta peggiore rispetto alla sostanziale tenuta dei distretti italiani (+1,3%). L’analisi della direzione delle esportazioni conferma la difficile fase congiunturale attraversata dai distretti abruzzesi che registrano consistenti arretramenti sui principali mercati di riferimento europei (tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna) e su alcuni mercati emergenti (ad esempio Cina, Hong Kong e Ucraina). Gli unici mercati che offrono un contributo positivo all’export distrettuale sono il mercato statunitense (+15,7%), che si conferma primo sbocco commerciale, quello russo (+8,8%), quarta meta delle export distrettuali, e il mercato giapponese (+29,5%), in forte ripresa rispetto al trimestre precedente.

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