San Biagio: "Teramo Nostra" rinnova la tradizione dei panini benedetti

TERAMO – San Biagio: l’associazione “Teramo Nostra” fa rivivere l’antica tradizione della distribuzione dei panini benedetti. Domani, in occasione della ricorrenza, l’associazione organizzerà anche una lettura di uno scritto di Monsignor Don Martino Valeri sulla vita del santo. La storia a cui è legata l’usanza nasce da un episodio singolare: Un giorno una madre disperata corse al suo cospetto. Suo figlio aveva mangiato del pesce, una lisca gli si era conficcata in gola e ora stava soffocando. Biagio non perse tempo e corse al capezzale del giovane, prese un pezzo di pane e lo fece inghiottire al ragazzo. La mollica portò con sé la lisca e il bambino riprese a respirare normalmente. Questo gesto altruistico costò però caro al futuro santo: la madre cominciò a gridare al miracolo. Biagio ovviamente minimizzò e tornò ai suoi doveri. Ma la notizia si diffuse a macchia d’olio e arrivò alle orecchie sbagliate, quelle di Agricola, prefetto di Diocleziano per l’Armenia. Agricola non apprezzava che la fama di un qualunque vescovo si accrescesse così a dismisura e decise, con una scusa, di convocare il vescovo Biagio. Il prefetto decise di condannare a morte Biagio, facendolo scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare.

 

 

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