Minoranza e sindacati chiedono di mantenere in vita Teramo Lavoro

TERAMO – Teramo Lavoro: la minoranza e i sindacati chiedono che alla società siano riaffidati i servizi strumentali dell’Ente. I rappresentanti sindacali della Cgil e della Cisl hanno ribadito la loro «diffida contro la strada degli avvisi pubblici imboccata da alcuni settori dell’ente: ci opporremo in tutte le sedi e saremo molto vigili su queste selezioni che prevedono un ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro obbligando chi vi volesse partecipare all’apertura delle partite Iva» hanno affermato.  Dopo una lunga riunione, ieri pomeriggio,  con i capigruppo della Provincia, nella prima parte, a porte chiuse, il Presidente ha mostrato tutta la documentazione relativa alla società in house, Catarra, l’assessore alle Politiche del lavoro, Eva Guardiani e gli stessi capigruppo di maggioranza e minoranza (hanno incontrato i lavoratori e i rappresentanti sindacati, Fabio Benintendi e Alberico Maccioni della Cisl e Monia Pecorale della Cgil. Il presidente Catarra non ha escluso che, anche attraverso un pronunciamento del Consiglio, la Teramo Lavoro possa riprendere la sua attività: «è una società sana, senza debiti e il suo obiettivo, oggi forse è più chiaro a tutti, è sempre stato quello di garantire servizi e livelli occupazionali. Non è accettabile mandare a casa oltre un centinaio di persone senza aver prima esperito tutti i tentativi, chiederò un’assunzione di responsabilità anche alla struttura amministrativa dell’ente affinché si arrivi al più presto ad una determinazione».  La minoranza, intanto, ha chiesto che si porti in Consiglio un atto di indirizzo per continuare a conferire i servizi  strumentali alla Teramo Lavoro: «nominando un dirigente alla guida della società senza alcun costo aggiuntivo, internalizzando quindi le spese di gestione perché anche i dirigenti si assumano le loro responsabilità.  E bisogna riunire attorno ad un unico tavolo  Regione, Provincia e sindacati perché ci sono nodi in questa vicenda che solo la Regione Abruzzo può sciogliere», ha affermato Renzo Di Sabatino del Pd. La Provincia attualmente vanta dei crediti sia dalla Regione Abruzzo, in particolare quelli della programmazione del Fondo Sociale Europeo, sia dal Governo, che deve all’Ente 14.915.519 euro. La Giunta ha quindi deliberato affinchè si proceda per le vie giudiziarie nei confronti del Governo per recuperare le somme dovute mentre si è in attesa di conoscere i tempi con i quali la Regione provvederà a trasferire quelle del del Fondo sociale che, solo per quanto riguarda la nuova programmazione (circa 800 mila euro), sono collegate alla presentazione di un nuovo progetto da parte del settore Lavoro della Provincia. Intanto oggi verrà formalmente chiesto ai dirigenti dell’Ente di presentare formalmente le candidature per ricoprire l’incarico di amministratore unico. Le candidature dovranno essere presentate entro domani pomeriggio.

 

 

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