Confindustria chiama a raccolta gli istituti di credito e rilancia il Protocollo d'Intesa

TERAMO – Rinnovate le cariche di Confindustria per il prossimo triennio. Stamattina il presidente Salvatore Di Paolo, insieme al direttore Nicola Di Giovannantonio, ha presentato i tre nuovi vicepresidenti: si tratta di Ercole Cordivari, vicepresidente della Cordivari Srl. Azienda che opera nel settore metalmeccanico, Fabrizio Sorbi, presidente della Proel Spa, azienda che opera nel settore della strumentazione e componentistica musicale, e Agostino Ballone, presente alla conferenza stampa, presidente della Baltour Spa, azienda leader in Italia nel settore dei trasporti su strada. Nominati anche i consiglieri della Giunta: Ercole Cauti, Antonio De Dominicis, Luigi Di Carlantonio, Gianni Dell’Orletta, Raffaele Di Gialluca, Giovanni Di Giosia, Marcello Di Sante, Salvatore Loddo, Cesare Zippilli.

I PUNTI DEL PROGRAMMA – Il presidente Di Paolo ha illustrato gli elementi-chiave del suo secondo mandato, che è stato condiviso dal Consiglio direttivo.

NUOVO IMPULSO AL PROTOCOLLO D’INTESA– Di Paolo ha sottolineato come, durante il suo primo mandato, Confindustria abbia sottoscritto il protocollo d’intesa denominato “Il futuro è iniziato…ieri” che, al momento, non ha sortito i risultati sperati in favore delle imprese, perché, almeno all’inizio, «non è stato ben compreso dalla politica, poi sono arrivati i chiarimenti». Due gli elementi che dovranno integrare il Protocollo:attivare nuove iniziative per favorire nuovi investimenti  e offrire opportunità agli imprenditori che vogliono investire nella nostra provincia.  «Proprio su questi punti – ha sottolineato Di Paolo –  bisogna ripartire un Tavolo di confronto con i firmatari del Protocollo  e,  in maniera chiara, dire a tutti, quindi anche a noi stessi,  che occorre  rinunciare a qualcosa per favorire un’inversione di tendenza». Per questo, secondo Confidustria, è necessario, predisporre un Accordo quadro che permetta di derogare al contratto collettivo nazionale di lavoro su alcuni punti. «L’argomento, indubbiamente, merita l’apertura di un Tavolo di confronto, merita il necessario approfondimento, ma io, come Presidente di Confindustria Teramo ho il dovere, soprattutto morale, di percorrere ogni via, pur di tamponare questa emorragia di crisi e chiusure di attività che ha colpito la nostra provincia». Di Paolo non esclude che il Protocollo possa essere anche condiviso dai sindaci del territorio, che potrebbero dare il loro apporto per la semplificazione amministrativa.

UN TAVOLO DI LAVORO ANCHE CON LE BANCHE – «Ho intenzione – ha detto Di Paolo – di convocare i maggiori Istituti di Credito presenti nella nostra Provincia e con loro condividere un percorso che, in qualche modo, rimetta in moto l’economia provinciale. Oggi le Banche centellinano il  credito e, soprattutto, privilegiano quelle imprese che hanno una capacità restitutoria del credito.  Credo che gli spazi per concedere prestiti a quelle imprese che intendono impiegare il credito per coprire altri buchi nei confronti di altri istituti siano finiti. Nessuna banca affida un’impresa per coprire i debiti   con altre banche». L’idea lanciata da Di Paolo è quella di creare un Fondo di investimento che acquisisca quote di capitali di aziende che si possono salvare.

ATTUAZIONE DEL PROGETTO CONFINDUSTRIA-GRAN SASSO – Il progetto passerà a breve alla fase operativa,  con la costituzione unitaria delle Sezioni e, man mano che arriveranno a scadenza le  cariche associative,  queste verranno rinnovate congiuntamente. L’integrazione totale delle due strutture non avverrà prima di 4/5 anni e comunque le sedi di Confindustria Gran Sasso rimarranno nelle due città di Teramo e L’Aquila.   Quello che soprattutto  cambierà,  sarà l’aspetto operativo nell’erogazione di servizi e la Governance che verrà rinnovata tenendo conto degli equilibri delle due realtà.

NUOVI SPORTELLI – Uno sarà dedicato all’internazionalizzazione. Sitratta di un progetto articolato che intende aiutare le piccole  e medie imprese a realizzare un percorso, magari in forma aggregata, per esportare i prodotti sui mercati internazionali.L’altro sportello invece sarà dedicato alla “proprietà industriale”. «Siamo convinti – spiega Di Paolo – che avere un marchio, avere un brevetto, significa dare maggior valore all’impresa ed al complesso aziendale.  Nelle prossime settimane avvieremo  questo sportello che vuole rappresentare un sostegno concreto, anche in termini di finanziamenti per sviluppare nuovi progetti in favore, soprattutto, delle piccole imprese».

 

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